«Un arsenale di armi, ma soprattutto alcuni blocchetti di ricettari in bianco che confermano ancora una volta come la criminalità organizzata sia ormai sempre più proiettata a sfruttare il business dei medicinali, assai meno rischioso rispetto al commercio di droga». Il quotidiano “Il Mattino” di Napoli ha riferito nell’edizione di sabato 2 febbraio di un maxi-sequestro avvenuto nella città campana ad opera dei Nas, «in un un box sotterraneo nei pressi di piazza Mercato». Nel locale sono state ritrovate «tre pistole semiautomatiche con matricola abrasa, un silenziatore, ottanta cartucce di vari calibri e una vecchia doppietta, anche questa con codice identificativo cancellato».

«Ma la scoperta più allarmante per i carabinieri – prosegue il quotidiano partenopeo – è stata certamente quella dei cinque ricettari in bianco, ognuno composto da cento ricette soltanto da compilare. È da tempo che le bande criminali hanno fiutato l’enorme business dei medicinali, un mercato illecito che grava sulle casse del Servizio sanitario nazionale e che le forze dell’ordine hanno messo nel mirino già da alcuni anni». Il Mattino riassume il sistema, che necessita sulla compiacenza di un medico che prescrive farmaci (di solito quelli particolarmente costosi). Quindi le ricette vengono portate in farmacia (delle quali, in alcuni casi, non si esclude la complicità) al fine di ritirare i medicinali. Che, successivamente, vengono rivenduti, «il più delle volte nei Paesi dell’Est Europa».

Un business da «almeno 5 milioni di euro all’anno: fondi sottratti al Servizio sanitario nazionale e a quei malati che realmente hanno bisogno di cure». Un’altra pista è poi quella dello sfruttamento dei migranti irregolari, per i quali è possibile accedere agli ospedali, ma è molto più complicato ottenere farmaci per le cure. «A loro un semplice antibiotico, gratuito per i cittadini italiani, viene fatto pagare il triplo rispetto al prezzo originario», precisa il giornale napoletano. Infine, tra le ipotesi investigative c’è anche la possibilità che il box in questione possa essere stato utilizzato direttamente da criminali organizzati di origine straniera: la tipologia di armi ritrovate lascia ipotizzare infatti che si possa trattare di persone in arrivo dall’estero.

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