Musica in farmacia, quanto ci costi?Cercare di rendere più piacevole gli acquisti in farmacia offrendo ai clienti un ambiente accogliente con un po’ di sottofondo musicale implica per i titolari dover versare i contributi alla Siae e a Scf, a cui fa capo la gestione dei diritti su opere culturali. La Siae, come è noto, gestisce e tutela i diritti relativi alla composizione musicale (musica e/o testo), sia nel caso venga eseguita dal vivo, sia nel caso venga riprodotta su disco, e tali diritti sono da corrispondere all’autore della composizione e all’editore del brano. Scf, invece, è il Consorzio Fonografici e gestisce e tutela i diritti relativi alla registrazione discografica, che sono da corrispondere al produttore della registrazione e all’artista che ha prestato la propria interpretazione all’incisione. Nel caso di diffusione in pubblico di musica registrata vanno pagati i diritti a entrambi gli enti.

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Per agevolare i titolari che diffondono o che vogliano introdurre musica d’ambiente nelle loro farmacie attraverso apparecchi radiofonici, televisivi o ricevitori radio collegati al computer, Federfarma ha sottoscritto una convenzione sia con la Siae che con Scf, con tariffe agevolate a carattere sperimentale per il triennio 2013-2015. Musica in farmacia, quanto ci costi? Per quel che riguarda la Siae, le tariffe annuali concordate prendendo come riferimento il 2013 prevedono, per le farmacie fino a 50 metri quadri, 52,38 euro in caso di utilizzo di apparecchi sonori e 69,93 euro per apparecchi video sonori. Se la farmacia è più di 50 metri quadri, la quota sale a 99,90 euro per apparecchi sonori e a 136,44 per quelli video sonori. Le cifre, che contano su uno sconto del 10% rispetto a quelle ordinarie, includono anche la presenza di altoparlanti o diffusori, che normalmente fanno innalzare gli importi dovuti. I titolari che vogliano approfittare dell’agevolazione devono rivolgersi all’ufficio Siae territorialmente competente (http://www.siae.it/SIAE_InItalia.asp).

Per quel che riguarda Scf, si tratta invece di diritti “connessi” per la diffusione di fonogrammi e videoclip. Scf è il consorzio che gestisce in Italia la raccolta e la distribuzione dei compensi dovuti ad artisti e produttori discografici per l’utilizzo in pubblico di musica registrata, come stabilito dalle direttive dell’Unione europea; chiunque diffonda musica registrata, non dal vivo, in pubblico è tenuto ad avere la licenza Scf. Le tariffe annuali agevolate, scontate del 15% rispetto a quelle ordinarie, prendendo anche in questo caso come riferimento il 2013, ammontano (Iva e diritti amministrativi esclusi) a 39,95 euro per le farmacie fino a 100 metri quadri, 53,55 euro tra i 100 e i 200 meri quadri, 70,55 euro tra 200 e 400 mq e 108,80 euro oltre i 400 mq. È inoltre prevista un’ulteriore riduzione del 10% nel caso in cui le Federfarma provinciali centralizzino il pagamento dei diritti delle farmacie interessate, e per i titolari che volessero utilizzare musiche telefoniche d’attesa è possibile usufruire di un altro 15% di sconto. Le farmacie e le sedi Federfarma provinciali interessate possono aderire alla convenzione richiedendo l’apposita modulistica a Federfarma nazionale.

È bene infine ricordare che le farmacie in cui si diffonde musica d’ambiente con apparecchi radio-televisivi sono anche tenute a versare il canone Rai, che per il 2013 ammontava a 29,94 euro in caso di apparecchi radio e a 203,70 euro se in farmacia sono presenti televisori o apparecchi adattabili alla ricezione delle trasmissioni televisive.

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