Il Pharmaceutical Group of the European Union (Pgeu), associazione che raggruppa l’intera comunità farmaceutica della Ue, ha diffuso una lettera aperta rivolta agli europarlamentari, affinché le questioni sanitarie e della salute pubblica restino una priorità assoluta nella loro agenda politica anche dopo il rinnovo del Parlamento. «Il 2019 sarà un anno cruciale per le istituzioni della Ue – afferma il gruppo della comunità farmaceutica – che potranno decidere se mantenere la politica sanitaria nella propria agenda». Decisione che, a parere del Pgeu, non dovrebbe nemmeno essere messa in discussione, tant’è che nella lettera si richiede un approccio alla salute «coerente e continuo» in tutti gli stati dell’Unione. L’attenzione delle istituzioni si deve focalizzare sulle misure di sicurezza dei dossier sanitari, dei medicinali e dei dispositivi medici, che dovranno restare di competenza di una direzione sanitaria generale, sempre vigile e scrupolosa.

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«Un nuovo quadro normativo, che diventerà vincolante tra il 2020 e il 2022 – chiarisce il documento – si ritiene possa migliorare la sicurezza, lo sviluppo e il rendimento dei dispositivi medici e dei dispositivi medici per le diagnosi in vitro. Inoltre, a partire da febbraio, tutti i medicinali che entreranno nella Ue dovranno sottostare a speciali misure di sicurezza, come previsto dalla direttiva sui medicinali falsificati (direttiva 2011/62/Eu), per evitare che medicinali contraffatti raggiungano i pazienti europei». Un’altra questione basilare riguarda la nuova regolamentazione dei medicinali veterinari introdotta dal Parlamento uscente e che favorirà un metodo di produzione e fornitura più responsabile, nonché l’uso di mangime medicato per contrastare la resistenza antimicrobica. Il Pgeu punta sull’unione d’intenti degli Stati membri, poiché convinto che ciò possa favorire lo sviluppo di un più alto livello di sicurezza sanitaria e l’accesso a un’assistenza di alta qualità per tutti i pazienti della Ue senza distinzioni sociali o economiche.

Nell’agenda politica di tutte le istituzioni europee le questioni in materia di sanità devono restare prioritarie. A tal proposito, si evidenziano le iniziative della Commissione europea che comprendono: vaccinazioni, resistenza antimicrobica, medicinali per bambini e malattie rare, intelligenza artificiale, disuguaglianze sanitarie, dati sanitari digitali ed e-health, ossia il supporto di strumenti informatici, personale specializzato e tecniche di comunicazione medico-paziente. Infine, ma non per importanza, nel 2019 bisognerà affrontare una sfida senza precedenti, l’uscita del Regno Unito dall’Unione. Da questo punto di vista, l’impatto della Brexit rimane un punto interrogativo, «la continuità di rifornimento di medicinali ai pazienti e il riconoscimento delle qualifiche professionali per i professionisti della sanità da una parte e dall’altra della Manica restano incerti», sottolinea preoccupato il gruppo e avanza un’ipotesi in precedenza già annunciata dall’Agenzia europea dei medicinali (Ema), «ci sarà una carenza di medicinali e potrebbe esserci un impatto negativo sulla ricerca clinica, che riveste un ruolo fondamentale nella distribuzione di trattamenti innovativi ai pazienti».

In questo scenario, però, i professionisti del settore farmaceutico si dicono convinti che, lavorando insieme, gli stati potranno dare un valore aggiunto ai singoli sforzi nazionali, migliorando l’efficacia dei sistemi sanitari e offrendo alla comunità un sistema incentrato sul paziente. Tuttavia, sono convinti che tutto ciò sarà attuabile solo restando fedeli a cinque principi imprescindibili, con i quali si conclude la lettera: «Tutti i cittadini dell’Ue, aldilà della loro posizione sociale o economica, hanno il diritto di ricevere assistenza sanitaria, accessibile, tempestiva e di alta qualità. Per accrescere lo stato di salute e la qualità di vita di tutti i cittadini europei è fondamentale coinvolgere i professionisti sanitari e favorire la consapevolezza di un miglioramento della salute pubblica. Tale coinvolgimento significa: partecipazione alla prevenzione delle malattie, controllo e supporto alla cura della salute personale del paziente. Promuovere l’uso responsabile di soluzioni digitali nel settore sanitario a completamento del rapporto personale dei professionisti con i pazienti. Il motore principale delle politiche Ue riguardanti la farmaceutica e le tecnologie sanitarie sono la promozione e protezione della salute e della sicurezza del paziente. Il successo dei sistemi sanitari deve essere misurato dallo stato di salute dei pazienti, non dal loro contributo al singolo mercato o alla crescita economica della Ue. Fornire servizi farmaceutici innovativi ed efficaci è fondamentale per ridurre il peso di altri servizi alla salute, in definitiva, migliorare la sostenibilità e resilienza dei sistemi sanitari europei».

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