Se le mascherine sono introvabili, il problema non può essere additato ad una mancanza dei farmacisti. A rimarcare questo aspetto è Roberto Tobia, nelle vesti di presidente di Federfarma Palermo, il quale in una nota del 5 maggio spiega che «Federfarma nazionale – rileva Tobia – già da tempo si è attivata rendendosi disponibile da subito a distribuire gratuitamente le mascherine della Protezione civile».

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Nonostante ciò, evidenzia Tobia, «il Paese deve affrontare gli eventi senza un’adeguata preparazione. Ad oggi in molte farmacie le mascherine non sono arrivate. La distribuzione intermedia avrebbe dovuto distribuire quelle della Protezione civile ma, a causa dei ritardi degli enti certificatori, non può ancora immetterle nel circuito. Le mascherine continuano a essere vendute nelle poche farmacie che ne sono fornite, ad un prezzo pubblico di 50 centesimi più Iva, quindi a 61 centesimi, non essendo stata ancora abolita, come promesso dal governo, l’aliquota del 22%”».

Proprio riguardo la fonte di eventuali problematiche distributive, Tobia esprime con chiarezza che: «La colpa non è sicuramente dei farmacisti, coloro che rispondono direttamente ai cittadini sopperendo in questo momento di emergenza nazionale alle carenze di qualcun altro. Addebitarci responsabilità non nostre non risolve il problema».

«Siamo, sì, stanchi, – conclude Tobia – ma di essere mandati allo sbaraglio senza alcun supporto concreto sin dall’inizio della pandemia. Non ci siamo mai sottratti al dovere di restare aperti, anche senza mascherine né altre protezioni, al servizio dei cittadini, dai quali raccogliamo continue attestazioni di stima per il nostro operato. Il servizio di dispensazione dei farmaci è stato sempre garantito, soprattutto nelle zone rosse».

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