L’Agenzia italiana del farmaco (Aifa) ha aderito all’appello “Unite, act and eliminate” lanciato dall’Organizzazione mondiale della sanità in occasione della Giornata mondiale delle malattie tropicali neglette 2026. L’invito a unire le forze, agire ed eliminare le patologie è stato rimarcato anche attraverso un gesto simbolico come l’illuminazione della sede dell’Agenzia. Per l’Aifa è centrale la responsabilità condivisa della comunità internazionale nel mantenere alta l’attenzione su un gruppo di malattie che colpiscono circa un miliardo di persone a livello globale.

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Quadro epidemiologico in mutazione anche in Europa

Le malattie tropicali neglette comprendono diverse condizioni causate da diversi agenti patogeni. Storicamente trascurate, si tratta di malattie che continuano a esercitare un impatto sanitario, sociale, ed economico specialmente nelle nazioni a basso e medio reddito, con conseguenze sulle famiglie in termini di disabilità ed esclusione sociale. L’attuale contesto globale, con i cambiamenti climatici e gli intensi flussi di persone e merci, favorisce la diffusione di tali malattie trasmissibili al di fuori delle aree tradizionalmente endemiche. L’Italia non è esente dal fenomeno. I dati dell’Istituto superiore di sanità (Iss) relativi al 2025 hanno registrato 469 casi confermati di chikungunya e 217 di dengue.

Road map internazionale e ruolo degli enti regolatori per terapie innovative

La road map dell’Oms per il periodo 2021-2030, i cui progressi comprendono l’eliminazione di almeno una malattia tropicale negletta in 58 Paesi e la fornitura di trattamenti a oltre 880 milioni di persone nel solo 2024, è supportata da vasti di donazione in ambito farmaceutico. L’Agenzia europea per i medicinali (Ema) facilita lo sviluppo e l’accesso a vaccini e terapie innovative attraverso strumenti regolatori dedicati, come lo scientific advice, la procedura Prime e il programma Eu-M4all. Il Comitato per i medicinali per uso umano (Chmp) ha espresso pareri su farmaci per la schistosomiasi e la tripanosomiasi, mentre sono in valutazione prodotti aggiornati per chikungunya e dengue. Tuttavia, gli interventi in ambito farmacologico sono solo una componente della risposta, che richiede strategie integrate di sanità pubblica, controllo dei vettori e miglioramento delle condizioni igienico-sanitarie. Secondo Robert Nisticò, presidente dell’Aifa, «viviamo in un mondo in cui ci si muove sempre di più e, con le persone, viaggiano anche le malattie: infezioni che per lungo tempo abbiamo considerato lontane oggi possono raggiungere rapidamente nuovi territori rendendo indispensabile un’attenzione costante, coordinata e globale da parte dei sistemi sanitari».

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