legge sulla concorrenzaL’articolo pubblicato dal nostro giornale nel quale si cerca di valutare quale sia stato il reale impatto che ha avuto, fino ad ora, la legge sulla Concorrenza sul sistema-farmacia ha suscitato riflessioni da parte dei lettori. Andrea Guglielmetti, titolare di una farmacia di Lecco, ne ha tratto in particolare una critica alla categoria e alle strade che molti farmacisti stanno intraprendendo.

«La realtà – osserva il professionista – è che oggi la farmacia ha perso tanto, troppo in termini di professionalità. Questa mattina, mentre ero al lavoro, una signora, rivolgendosi ad una mia collaboratrice, le ha detto che sceglie di venire da noi perché qui si sente garantita. Può sembrare una frase banale, ma è invece molto significativa. Perché lascia intendere che, da altre parti, non avverte la stessa sensazione». E cosa c’entra in tutto ciò la legge sulla Concorrenza? «C’entra – prosegue Guglielmetti – perché crea un ambiente. Un ambiente favorevole al capitale e alle sue logiche. Per ora non è arrivato sul mercato italiano un soggetto unico che abbia fatto man bassa, ma ci sono alcune realtà che nel nostro Paese hanno cominciato a muoversi. E a tutto ciò la risposta deve essere far sì che la farmacia resti tale».

È per questo che il farmacista lecchese non crede troppo alle soluzioni che sono state ipotizzate: «A mio avviso occorre dare priorità alla professione. Se non riconosciamo l’importanza centrale della ricetta medica, ma preferiamo far suonare la cassa, non potremo rispondere. Vedo farmacie che pubblicizzano sui social network la presenza di un servizio infermieristico per un’ora alla settimana e devo dire che non mi convince. Non credo che si tratti di qualcosa che possa rappresentare il nostro futuro. Mentre per quanto riguarda le analisi di laboratorio, è vero che alcune possono essere fatte in farmacia, ma occorre considerare che ci sono molti studi medici che stanno allestendo la possibilità di eseguire tali test: questi dottori di certo non invieranno i loro pazienti in farmacia…».
Infine, Guglielmetti spiega di non riporre molta fiducia neppure nella “rete delle reti”, progetto lanciato da Federfarma per rispondere all’eventuale arrivo di grandi players sul mercato. «Ne ho sentite tante di reti nel corso del tempo, e in troppi pochi casi ho visto che a beneficiarne è stato l’interesse del singolo».

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