legge di stabilitàIl testo della legge di Stabilità 2016 è stato approvato alla metà di ottobre dal Consiglio dei ministri. Occorreranno ora il benestare dell’Unione europea e, soprattutto, il passaggio in parlamento per l’approvazione. Sulla base delle informazioni finora fornite, tuttavia, l’avvocato Stefano Lucidi, dello studio associato Bacigalupo-Lucidi, indica alcuni consigli di ordine pratico in merito alla condotta che è bene tenere di qui alla fine dell’anno.
«È opportuno – spiega – ove si voglia assumere personale dipendente a tempo indeterminato, procedervi entro il 31 dicembre, per poter usufruire dell’agevolazione connessa all’esonero per tre anni dei contributi pari a 8.060 euro annui (praticamente non se ne pagano per tutto il periodo agevolato). Ciò perché nella nuova legge di Stabilità viene riproposto l’esonero contributivo anche per le assunzioni operate nel corso del 2016, ma il periodo dell’agevolazione si riduce a due anni e l’esonero massimo contributivo dovrebbe ridursi alla metà, cioè a 4.030 euro annui».
Qualora, invece, si abbia l’intenzione di riconoscere ai propri lavoratori dipendenti un premio di produttività, «sarà il caso di rimandarne l’effettiva liquidazione (e prima ancora il suo riconoscimento al dipendente) al 2016, poiché dal 1 gennaio verrà reintrodotta l’imposta sostitutiva del 10% sugli importi corrispondenti ai premi in questione, e si allargherà anche la platea dei dipendenti che potranno beneficiarne, dato che saranno interessati tutti coloro che avranno dichiarato per l’anno 2015 (ovvero nel modello Unico 2016) un reddito da lavoro dipendente inferiore a 40/45.000 euro annui. Un importo che risulta dunque maggiore rispetto a quelli precedenti».
Infine, aggiunge l’avvocato Lucidi, «anche chi si proponga di acquistare beni strumentali nuovi è opportuno che attenda il 2016», perché con il nuovo anno «vi sarà un premio corrispondente al 40% della spesa sostenuta». Detto in altri termini, «gli ammortamenti dei beni acquistati si opereranno su un ammontare pari al 140 % della spesa stessa». Va sottolineato, in ogni caso, che le novità approvate dal Consiglio dei ministri dovranno essere vagliate da entrambi i rami del parlamento, ed è molto probabile che in sede di discussione verranno apportate modifiche al testo originale.

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