In una lettera inviata a FarmaciaVirtuale.it, il farmacista Elio Rizzo, titolare di farmacia, spiega il suo punto di vista sull’attuale situazione della professione farmaceutica, penalizzata, a suo avviso, da scelte politiche che non hanno saputo valorizzarne il ruolo e la competenza in ambito sanitario. «Politiche restrittive, messe in atto dai vari governi susseguitisi nel nostro paese – scrive Rizzo -, hanno messo in seria difficoltà gestionale la farmacia. Sono state scelte sbagliate che non consideravano la realtà e il ruolo svolto dal farmacista. Oggi si paga la disattenzione a difendere la professione, perché l’aspetto economico (importante) prevaleva sempre in ogni confronto. È mancata la capacità di contrappore una visione lungimirante, che facesse cambiare la comune percezione del farmacista come commerciante. Finalmente si comincia anche a evidenziare l’aspetto professionale e a parlare di futuro, visto il ruolo importante che la farmacia ha saputo svolgere in questa emergenza sanitaria».

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«Difendere la competenza sanitaria del farmacista»

Rizzo sottolinea il ruolo non secondario nella tutela della salute del farmacista, quale professionista sanitario specialista del farmaco. Un ruolo che necessita di rapporto personale con le persone e che non può essere svolto unicamente online. «Il farmacista – sostiene Rizzo – è prima di tutto un sanitario specializzato nella gestione del farmaco a 360°. Questo ruolo deve essere rivendicato e difeso. Il farmaco è un’arma fondamentale per il diritto alla salute sancito dalla nostra costituzione. Per salvare la professione bisogna recuperare il ruolo istituzionale della farmacia e non sprecare energie con siti web o e-commerce. Seguire le mode o il mercato è un errore. La persona, il contatto umano, sono essenziali per svolgere la professione di farmacista. Oggi si fa molta attenzione al marketing. Si parla di fidelizzare il cliente o l’utente (si badi bene non si parla di persone), se si vuole stare sul mercato. Logica che ha ulteriormente disunito la categoria mettendo le farmacie in concorrenza tra loro. Un farmacista guarda al farmacista vicino come se fosse un avversario. Paradossalmente questa è la realtà».

«Uscire dalla logica commerciale, cambiando sistema di remunerazione»

La direzione verso la quale, secondo Rizzo, la farmacia dovrebbe andare è quella di un abbandono del modello commerciale per passare a un sistema di remunerazione calcolata in base agli abitanti. «Trovare il coraggio di cambiare – afferma il farmacista – e uscire dalla logica in cui ci ha messi il “Dio mercato” è una necessità. Continuare a essere succubi delle aziende o delle industrie farmaceutiche, che chiaramente spingono affinché le farmacie assumano sempre di più caratteristiche commerciali, non porterà alla soluzione dei problemi. Ampliare le competenze in sovrapposizione ad altri ruoli sanitari, partecipando alla definizione e alla cura di una patologia, non so se sia il modello a cui aspirare. Penso che sia diventato inderogabile cambiare anzitutto il sistema di remunerazione, stabilendo un compenso professionale basato sul numero di abitanti (partendo da un compenso dignitoso che aumenta con il numero di abitanti). Questo renderebbe il farmacista indipendente e protetto da ogni ingerenza. Auspico questa soluzione soprattutto per garantire il sevizio farmaceutico, e quindi la presenza di un presidio sanitario, in quei paesi o borghi con pochi abitanti dove una farmacia, come è concepita oggi, non può esistere».

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