Cambiamenti demografici e coesione territoriale sono al centro di un nuovo documento realizzato del Pharmaceutical group of European Union (Pgeu), intitolato “Position paper on demographic change and territorial cohesion in Europe”. Il testo prende le mosse dalla necessità di un’azione europea coesa per fronteggiare l’invecchiamento della popolazione, un trend che apre nuove sfide e nuove opportunità ma che, secondo il Pgeu, potrebbe avere un impatto diverso in base all’area geografica, specie se rurale. Ciò potrebbe accrescere disuguaglianze regionali con disparità nell’accesso ai servizi sanitari. Nel 2021 la Commissione europea ha adottato un green paper sull’invecchiamento, con l’obiettivo di avviare un ampio dibattito politico sul cambiamento demografico e l’invecchiamento della popolazione e discutere le opzioni per anticipare e rispondere alle sfide e alle opportunità che queste tendenze porteranno. L’iniziativa è stata accolta con favore dal Pgeu che pone l’accento su come «invecchiamento e longevità porteranno inevitabilmente a un aumento strutturale della domanda complessiva di assistenza sanitaria e di assistenza a lungo termine, che potrebbe aggiungere ulteriore pressione sui sistemi sanitari pubblici europei già sovraccarichi».

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Attivare servizi sostenibili in farmacia

Invecchiando e vivendo più a lungo le popolazioni hanno maggiori possibilità di sviluppare patologie croniche con necessità di assumere più farmaci. In tal modo, sottolinea il Pgeu, aumentano anche i rischi di reazioni avverse ai medicinali e problemi nell’aderenza alla terapia. «I farmacisti di comunità – sostiene il Gruppo – svolgono attività di consulenza professionale ai pazienti anziani e ai loro caregiver, assumendo un ruolo chiave nel garantire che questi cittadini utilizzino i medicinali in modo sicuro, efficace e razionale, assicurando nel contempo aderenza al trattamento. La promozione dell’uso razionale dei medicinali dovrebbe essere al centro di qualsiasi politica con l’obiettivo di migliorare l’accessibilità ai farmaci e la qualità dei servizi sanitari». Il Pgeu sottolinea però come questo può avvenire solo con un’adeguata remunerazione che permetta alla farmacia di offrire un servizio efficace in modo economicamente sostenibile.

Farmacie rurali presidi essenziali

«Quasi un terzo della popolazione dell’UE – afferma il Pgeu – vive nelle zone rurali. Le aree rurali e remote sono quelle con le più basse quote di popolazione al di sotto dei 50 anni. Inoltre, secondo l’Ocse, le popolazioni rurali conducono stili di vita meno sani, con tassi più elevati di fumo, consumo di alcol e obesità. Contraggono più malattie croniche e hanno tassi più elevati di ricoveri ospedalieri evitabili». Si tratta pertanto di aree in cui l’assistenza in fase di invecchiamento è ancora più fondamentale, ma ciò si scontra con l’assenza o la difficile accessibilità a infrastrutture sanitarie. La farmacia, quindi, può giocare un ruolo ancora più rilevante in queste zone. «Le farmacie rurali – evidenzia il Pgeu – sono una risorsa essenziale per la popolazione rurale, fungendo da polo sanitario. Spesso, in zone rurali e territori remoti, le farmacie comunitarie sono l’unica struttura di assistenza sanitaria permanentemente accessibile alla comunità locale. L’accessibilità ai servizi della farmacia può aiutare a colmare le lacune territoriali. Tuttavia, la sostenibilità economica di questi presidi è a rischio, con farmacie che hanno un fatturato inferiore alla media nazionale in molti paesi europei. Questo è legato al fatto che le aree rurali e remote sono spesso caratterizzate da bassa densità di popolazione e con condizioni socio-economiche svantaggiate». Diviene quindi imprescindibile impostare politiche di sostegno a queste attività.

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