Il Movimento nazionale liberi farmacisti (Mnlf) risponde con una serie di riflessioni all’ipotesi di rilancio della farmacia formulata da Ettore Novellino, docente dell’Università Cattolica di Roma e direttore onorario del Centro interdipartimentale di ricerca in farmacoeconomia e farmacoutilizzazione (Cirff). Lo scorso 31 luglio, in un’intervista rilasciata a FarmaciaVirtuale.it, il docente aveva evidenziato che «va ripensato il concetto e il sistema salute e vanno riconquistati nuovi spazi terapeutici per il farmaco, allargando il concetto classico che abbiamo di esso, non più solo atto a curare le malattie, ma mezzo terapeutico capace di far guadagnare in benessere metabolico e bell’essere. Riuscire a far considerare gli integratori e altri rimedi alla pari di farmaci che permettono di conservare lo stato di salute, consentirebbe di riportare in farmacia, sotto la diretta gestione del farmacista, categorie di prodotti, attualmente commercializzate soprattutto in altri canali, senza alcuna garanzia per il consumatore. Tutto ciò è possible se la farmacia opera la scelta di offrire prodotti che possano garantire la stessa qualità ed efficacia dei farmaci, in seguito a un processo scrupoloso di ricerca e validazione». Secondo il Movimento nazionale liberi farmacisti «la riflessione stimolata da Novellino non è priva di spunti interessanti, ma contiene un “peccato originale” che ne svilisce completamente le ragioni».

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«Ruolo farmacista non risponde solo a interessi della farmacia»

Le dichiarazioni di Ettore Novellino non convincono del tutto il presidente dell’Mnlf Vincenzo Devito, che muove al professore alcune critiche. «Nel ragionamento del prof. Novellino – afferma Devito – ci sono elementi di riflessione allorché si riconosce implicitamente che alcuni integratori alimentari, per composizione e attività, sono ormai “borderline” con i profili dei farmaci e che per alcuni di questi la differenza sia ormai solo nell’atto di registrazione. È vero che in questi casi la possibilità di un controllo e consiglio da parte del farmacista sarebbe la migliore garanzia per il cittadino. Tuttavia nella considerazione del professore c’è un “peccato originale” difficilmente superabile: confondere il ruolo del farmacista con gli interessi della farmacia».

Farmacista garante della salute pubblica

Secondo Devito, la teoria formulata da Novellino ha valore solo se finalizzata a migliorare la salute pubblica e a valorizzare il ruolo di consulente sanitario del farmacista. «Giustificare la necessità di modificare l’attuale regolamentazione degli integratori alimentari per “rimpinguare” le casse delle farmacie – spiega il presidente del Movimento nazionale liberi farmacisti – è un motivo poco edificante. Diverso poteva essere il giudizio se si partiva da motivi di tutela della salute pubblica, ma in questo caso non si poteva parlare più di farmacia, ma di farmacista come attore di quella tutela, ma con tali presupposti gli integratori non sarebbero rientrati nelle farmacie, ma sarebbero stati legati al luogo dove opera il professionista. Quando si fanno proposte debbono essere fatte nell’interesse generale non in quello particolare».

L’intervista integrale

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