Con l’obiettivo di fornire delucidazioni in merito alle sostanze e preparati vegetali ammessi all’uso negli integratori alimentari, Federfarma ha pubblicato una circolare contenente un quadro aggiornato della normativa. A tal proposito, il sindacato sottolinea che «la materia è attualmente regolata del Decreto ministeriale 10 agosto 2018 pubblicato sulla G.U. n. 224 del 26 settembre 2018 con il quale è stato abrogato il precedente D.M. 9 luglio 2012 commentato con la circolare federale n.163/2014 citata tra i precedenti». Tale Decreto «è stato modificato dal Decreto dirigenziale 9 gennaio 2019, per quanto concerne l’allegato 1».

Con riferimento all’allegato 1, di cui al Decreto in oggetto, Federfarma sottolinea che «quest’ultimo contiene l’elenco delle piante ammesse e relative parti, corredate ove del caso da disposizioni supplementari per l’impiego». Inoltre, «l’elenco è affiancato dalle indicazioni di riferimento per gli effetti fisiologici delle linee guida ministeriali in materia, che non fanno parte del DM 10 agosto 2018 come modificato nell’allegato 1 dal decreto 9 gennaio 2019».

Le piante e le relative parti ammissibili nella lista Belfrit, quest’ultima «messa a punto con le Autorità competenti di Belgio e Francia che non erano comprese nell’allegato 1 del DM 9 luglio 2012», «sono confluite nell’allegato 1 del decreto ministeriale 10 agosto 2018, come modificato dal decreto 9 gennaio 2019». Infine, conclude Federfarma, «il Ministero della Salute conferma che sostanze, preparati ed estratti ottenuti dalle piante elencate ma privi di una storia di consumo significativo si configurano come novel food ai sensi del Regolamento (UE) 2015/2283. Si ricorda che novel food sono tutti quei prodotti e sostanze alimentari per i quali non è dimostrabile un consumo “significativo” al 15 maggio 1997 all’interno dell’Unione Europea».

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