Il settore degli integratori alimentari si mantiene vitale e innovativo nonostante le numerose difficoltà a cui sono andate incontro le imprese nel periodo della pandemia da Covid-19. È in sintesi quanto emerge dalla “VI indagine sulla filiera degli integratori alimentari”, condotta da Federsalus, sigla in rappresentanza delle aziende di integratori alimentari, portata a termine in collaborazione con la Direzione studi e ricerche di Intesa Sanpaolo ed Elite Borsa Italiana. A conferma della crucialità di tale comparto, evidenzia Federsalus, il riconoscimento del settore come essenziale in base ai codici Ateco ma anche l’introduzione degli integratori alimentari multivitaminici all’interno dei panieri di consumo Istat.

[Se vuoi ricevere tutte le novità iscriviti gratis alla newsletter di FarmaciaVirtuale.it. Arriva nella tua casella di posta alle 7 del mattino. Apri questo link]

Imprese altamente competitive

«L’indagine condotta da Intesa Sanpaolo – evidenzia Federsalus -, su un campione di 148 imprese del settore individuate da FederSalus e con più del 40% del fatturato riconducibile a integratori alimentari, conferma che dietro ai risultati del comparto vi è un nucleo di imprese altamente competitive. Si tratta di imprese di gran lunga più dinamiche rispetto al resto dell’economia italiana e con livelli di marginalità di eccellenza. Questi risultati si spiegano con l’elevata propensione a investire in leve immateriali (innovazione in primis) e a valorizzare il capitale umano, oltreché con la presenza di filiere di fornitura ben radicate nel territorio, che è stato possibile individuare attraverso un’analisi originale dei pagamenti effettuati dalle imprese del settore».

Effetti dalla pandemia da Covid-19 sulla filiera

Secondo la sigla dei produttori di integratori «la situazione pandemica ha accelerato i piani di digitalizzazione delle aziende: il 73% ha digitalizzato i processi lavorativi e il 52% ha incrementato le opportunità di lavoro da remoto. Tuttavia – precisa Federsalus -, molte delle trasformazioni erano già state programmate “ante Covid-19”: il 47% delle aziende aveva, infatti, già avviato investimenti in tecnologie digitali, promosso una cultura digitale (36%) e avviato strategie di marketing digitale (31%)». In aggiunta a ciò «l’84% delle aziende che ha dichiarato di aver intrapreso o che sono in fase di sviluppo iniziative per il raggiungimento degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile è focalizzata su responsabilità sociale e riduzione dell’impatto ambientale il 66% è impegnata in innovazioni di prodotto. Il 53% delle aziende segnala investimenti che si collocano tra il 5 e il 10% del fatturato. Più della metà delle imprese (56%) ha aumentato gli investimenti nel 2020 rispetto all’anno precedente. In generale: tecnologie digitali, sviluppo delle competenze digitali, sostenibilità e formazione del personale sono indicate come priorità di investimento per il futuro da oltre il 65% delle aziende».

Usa, Cina, Emirati Arabi e Russia mercati extra Ue più favoriti

Guardando agli andamenti dell’export, quest’ultimo «fa registrare un trend a valore negativo (-4,2%) nell’ultimo anno – evidenzia lo studio -, ciò nonostante l’attività verso i mercati esteri si conferma una leva di crescita fondamentale con ampi margini di sviluppo: il 54% delle aziende dichiara che l’incidenza dell’export sul fatturato totale è inferiore al 25%. Progressivamente sempre più aziende hanno avviato un’attività verso i mercati esteri: nel 2014 il 43% delle aziende dichiarava di non generare fatturato da export e altre attività estere, con riferimento al 2020 lo dichiara solo il 25%. Cresce inoltre la quota di aziende che dichiara un’incidenza del fatturato estero sul totale maggiore del 25% nell’ultimo anno». In futuro i mercati extra europei più favoriti sono Usa, Cina, Emirati Arabi e Russia, sebbene i riflettori siano accesi verso la Germania «primo partner commerciale del nostro paese».

Scarpa (Federsalus): «Filiera virtuosa composta da aziende solide e dinamiche»

Per Germano Scarpa, presidente Federsalus, «quella degli integratori è una filiera virtuosa composta da aziende solide e dinamiche, che generano occupazione e creano valore per il territorio in cui operano. Rappresentano una realtà con un’altissima vocazione all’investimento in ricerca e sviluppo e rappresentano l’eccellenza del prodotto italiano. Gli integratori alimentari sono entrati a far parte della quotidianità di tante persone, come dimostra ad esempio l’ingresso nel paniere Istat dei multivitaminici, e sempre più diffusa è la consapevolezza del loro ruolo, ben definito all’interno della prevenzione primaria, così come quella dell’importanza di una guida esperta nel corretto utilizzo di questi prodotti».

© Riproduzione riservata

Non perdere gli aggiornamenti sul mondo della farmacia

Riceverai le novità sui principali fatti di attualità.

Puoi annullare l'iscrizione con un click. Non condivideremo mai il tuo indirizzo email con terzi.