Si è tenuta nell’ambito di Cosmofarma 2022 la cerimonia Innovation & research award che ha visto l’assegnazione del premio “giovane farmacista dell’anno”. In questa edizione il riconoscimento è stato conferito alla farmacista Flora Romano per la sua attività in clinical pharmacy. Commentando l’assegnazione del premio, la vincitrice ha spiegato a FarmaciaVirtuale.it che «a essere riconosciuto come innovativo è il concetto stesso di effettuare una serie di studi clinici nella farmacia di comunità. Quando si pensa alla ricerca scientifica non si pensa alla farmacia territoriale come luogo di ricerca e di raccolta dati, normalmente svolta in centri di ricerca scientifica veri e propri». Nella motivazione dell’assegnazione del premio, si dice che Flora Romano «ha supportato la prospettiva della ricerca clinica in farmacia partecipando alla raccolta dati in prima persona come farmacista sperimentatore e contribuito alla formazione, nell’ambito, dei discenti di diverse edizioni del master in Clinical pharmacy». La farmacista, che ha a sua volta conseguito il master, e in seguito la specializzazione in Farmacologia clinica presso l’Università Luigi Vanvitelli, collabora con la Società italiana di farmacia clinica (Sifac).

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L’importanza degli studi post-marketing

Come sostiene Romano la farmacia è un punto di raccolta dati ideale per effettuare studi clinici di real life. «L’idea è quella di andare a complementare gli studi pre-marketing nella fase di post-marketing dei farmaci, dei dispositivi medici e degli integratori, fornendo un parametro clinico attraverso studi che continuino anche dopo l’immissione sul mercato del prodotto. Come farmacisti siamo in grado di effettuare studi di real life, entrando quindi nella pratica clinica di un paziente che già assume quel prodotto. Per questa attività la farmacia di comunità ha senza dubbio un setting candidabile, perché accoglie moltissime persone ogni giorno, con accesso immediato e libero, ed è quindi in grado di intercettare anche quei pazienti che in genere sono più restii a farsi reclutare per gli studi dei centri di ricerca. Si possono così raccogliere dati su pazienti sani, a rischio e già in terapia». Questo approccio è sostenuto appieno dalla Sifac, il cui obiettivo è la realizzazione di attività di ricerca consolidata e diffusa attraverso una rete di farmacisti clinici di comunità.

Farmacista sperimentatore

La ricerca clinica in farmacia apre le porte a una figura professionale innovativa, quella del farmacista sperimentatore, un ruolo che sta andando sempre più strutturandosi. «I farmacisti impegnati nella raccolta dei dati – spiega la dott.ssa Romano – sono remunerati con finanziamenti messi a disposizione dalle aziende che in genere commissionano studi post-marketing sui propri prodotti a società come la Sifac. Si tratta quindi di una professione retribuita, per intraprendere la quale, però, bisogna seguire un percorso di formazione certificato, come il master in Clinical pharmacy. Le ricerche non si basano, infatti, su dati puramente quantitativi, ma anche qualitativi per i quali occorre una preparazione specifica. Gli studi vengono effettuati in un contesto multidisciplinare, in collaborazione con istituti di ricerca e farmacisti ospedalieri e vengono spesso pubblicati su riviste scientifiche anche internazionali. Questo approccio innovativo per la farmacia italiana ci ha permesso di conseguire questo premio, che è stato assegnato a me, perché ho seguito questo progetto dall’inizio, occupandomi anche di fare formazione ai farmacisti. È però un riconoscimento al lavoro e al percorso intrapreso da tutti farmacisti clinici e dalla Sifac».

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