
Il Servizio sanitario regionale del Lazio ha avviato l’iter per l’inserimento dell’Infermiere di famiglia e comunità (Ifec). Venerdì 23 gennaio 2026, all’Istituto nazionale per le malattie infettive Lazzaro Spallanzani Irccs, è iniziato il programma formativo regionale dedicato. Il progetto pilota coinvolge 120 operatori sanitari selezionati dalle Aziende sanitarie locali della regione. L’organizzazione del corso è affidata al Centro di formazione permanente in sanità dell’Istituto, su specifico mandato della Regione Lazio.
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Operatore integrato nella rete territoriale con funzioni multilivello
L’Infermiere di famiglia e comunità è un dipendente del Ssr che opera a livello distrettuale, inserendosi nelle strutture dell’organizzazione territoriale come le Case della comunità, le Centrali operative territoriali, gli Ospedali di comunità, e le Unità di continuità assistenziale. Il profilo è caratterizzato dal marcato orientamento alla prevenzione e all’individuazione precoce delle problematiche sanitarie. L’attività consiste nel facilitare e monitorare i percorsi di presa in carico, per la continuità assistenziale con stretta integrazione con le altre figure professionali sul territorio. L’Infermiere di famiglia agisce nella rete di protezione sanitaria e sociale, con il compito di attivare e sostenere le risorse dei pazienti, dei caregiver, del volontariato, e del privato sociale.
Risposta all’aumento dell’aspettativa di vita e all’invecchiamento
Andrea Urbani, direttore della direzione regionale Salute e integrazione sociosanitaria, ha spiegato che «l’aumento dell’aspettativa di vita e il progressivo invecchiamento della popolazione conducono anche ad un aumento dell’incidenza di patologie croniche e di quadri di multimorbidità. In un contesto simile, intercettare precocemente i bisogni di salute di una popolazione sempre più anziana, sola e fragile rappresenta una sfida cruciale per il Servizio sanitario regionale. Nel perseguimento di questo obiettivo, la figura dell’Ifec riveste un ruolo strategico per la sua funzione preventiva e proattiva».
Valorizzazione dell’Infermiere di famiglia e comunità
Cristina Matranga, direttrice generale dell’Inmi Spallanzani, ha commentato l’avvio dell’iniziativa: «Siamo onorati di contribuire, tramite il nostro Centro di formazione, all’introduzione e alla valorizzazione dell’Infermiere di famiglia e comunità, figura chiave attraverso la quale contribuire concretamente alla riorganizzazione del sistema sanitario e a potenziare l’assistenza territoriale della nostra Regione, con evidenti ricadute sul benessere dei pazienti».
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