Come riferito ai propri lettori da FarmaciaVirtuale.it, l’Ente nazionale di previdenza ed assistenza farmacisti ha previsto alcune misure in sostegno all’occupazione, fruibili da farmacie e parafarmacie, in favore dei farmacisti collaboratori. Tale iniziativa, annunciata in gennaio da una nota dell’Ente previdenziale, vede come destinatari i «farmacisti titolari di farmacia, o di parafarmacia, nella forma dell’impresa individuale», nonché le «società di gestione di farmacie private, o di parafarmacie, purché la maggioranza delle quote di partecipazione appartengano a farmacisti iscritti all’Enpaf».

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Nello specifico, le misure consentono l’erogazione di un contributo nel caso di rapporti di lavoro subordinato a tempo indeterminato, nuove assunzioni, ma anche trasformazioni di precedenti contratti a termine avvenuti in seguito all’entrata in vigore del nuovo regolamento, per i farmacisti «che non abbiano più di trent’anni e di quelli di età pari o superiore a cinquant’anni, questi ultimi se disoccupati da almeno sei mesi». L’importo totale destinato è di euro 400mila e, aveva spiegato l’Ente, «è rilevato nel budget 2019 per la sezione assistenza».

In merito all’iniziativa, l’Enpaf evidenzia che «il contributo, che sarà riconosciuto dall’ente corrisponde ad un’aliquota percentuale crescente degli oneri salariali fissi, è correlato alla durata dei rapporti di lavoro a partire da una anzianità minima di otto mesi e fino ad un massimo di trentasei». Inoltre, i datori di lavoro potranno presentare la domanda «solo al termine di ciascun periodo di durata del rapporto per il quale può essere richiesto il contributo (ossia dopo 8 mesi, 17 mesi, 26 mesi e 36 mesi)», fermo restando che il rapporto deve essere «ancora in atto al momento di presentazione della domanda stessa. Il contributo sarà erogato nei limiti dello stanziamento fissato dal consiglio di amministrazione».

«È una iniziativa innovativa e concreta – spiega Emilio Croce, presidente dell’Enpaf – che il Consiglio di amministrazione dell’Enpaf ha fortemente voluto per incentivare l’occupazione dei giovani colleghi e di coloro che non più giovani hanno perso il proprio lavoro». «La sezione assistenza – conclude – ormai è sempre più espressione di politiche di categoria inclusive finalizzate allo sviluppo del welfare allargato». Da qui, l’invito a consultare le pagine del sito Internet dell’Enpaf, al fine di poter ottenere ulteriori dettagli.

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