Il procuratore capo di Salerno: «Mafie, anche farmacie veicolo di riciclaggio»
Secondo il procuratore capo di Salerno, le mafie si introducono sempre più nella società civile per ripulire il denaro sporco. Sfruttando anche le farmacie.

Un fenomeno che origina, spiega Marcello Ravveduto, referente del presidio di Libera a Salerno, dalla natura stessa delle mafie, che «sono un corpo intermedio perché sono un prodotto della società civile, non dello Stato. Proprio per questo, con la crisi dello Stato, le mafie si sono riversate nel mercato, nuovo modello a cui adattarsi». In un’area come quella di Salerno, ad esempio, «non c’è una criminalità storicamente radicata», prosegue Ravveduto, ma «i clan ci sono, perché benché non abbiano il controllo diretto del Comune, delle amministrazioni, degli appalti, cioè dello Stato, hanno il controllo del narcotraffico».
Nei giorni scorsi – come riportato da FarmaciaVirtuale.it – avevano destato scalpore le dichiarazioni di Roberto Tobia, presidente di Federfarma Palermo-Utifarma, che aveva ammonito circa il rischio di ingresso dei capitali mafiosi nelle farmacie, in Sicilia, in virtù delle nuove norme contenute nel Ddl sulla Concorrenza.