Le analisi di grandi masse di dati (la cosiddetta “Big Data”), assieme alle nuove tecnologie legate all’intelligenza artificiale, giocheranno un ruolo chiave per il futuro delle cure sanitarie in Europa. A spiegarlo è il Pgeu (Pharmaceutical Group of the European Union), secondo il quale «la comunità dei farmacisti considera le tecnologie innovative a automatizzate come uno strumento utile a supporto e complemento della loro esperienza professionale, al fine di rendere i servizi resi ai pazienti più efficaci, sostenibili e di alta qualità». Secondo l’associazione di categoria europea – che rappresenta più di 400.000 farmacisti territoriali – le infrastrutture e il know how necessari per introdurre tali tecnologie nella pratica quotidiana nella professione esistono già.

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«I servizi digitali già oggi sono utilizzati ogni giorno dai farmacisti, ad esempio nel caso delle ricette elettroniche, nel controllo delle interazioni farmacologiche e nella promozione dell’aderenza alle terapie tramite le app connesse in mobilità. Ciò consente di migliorare le cure e il monitoraggio dei pazienti». Per questo lo stesso Pgeu ha pubblicato un position paper nel quale sottolinea le potenzialità delle nuove tecnologie nel settore della salute.

«Al fine di massimizzare i benefici derivanti dal Big Data e dall’intelligenza artificiale nel comparto – ha spiegato la segretaria generale del gruppo, Ilaria Passarani -, è necessario coinvolgere la comunità di farmacisti, poiché composta da persone che hanno acquisito un’esperienza utile al fine di formulare politiche locali, nazionali ed europee. Sia per quanto riguarda lo sviluppo di linee guida, sia in merito all’introduzione di metodi per la condivisione di informazioni e dati».

Secondo la dirigente, è per questo «importante anche facilitare la produzione di Big Data nel settore della salute, assicurando l’interoperabilità e associando le informazioni ai sistemi che gestiscono le ricette elettroniche. La comunità di farmacisti dovrebbe essere coinvolta nell’attività di inserimento di nuovi dati, se necessario, nonché nell’identificazione e nel contrasto di potenziali problemi di sicurezza. L’intelligenza artificiale dovrebbe inoltre essere utilizzata per incrementare la collaborazione tra i diversi professionisti della salute che si occupano degli stessi pazienti».

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