farmacista-ruraleSempre nell’ambito dello spazio riservato alla farmacia-rurale-virtuale, continuiamo con un altro piccolo problema fra i tanti che la nostra professione incontra esercitando in piccoli centri rurali disagiati.

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Fra questi: “che fine ha fatto il siero antivipera?”.

Quella fialetta che i cercatori di funghi, di tartufi, di asparagi e gli escursionisti in genere portavano con sé, se si andava nel bosco, dopo averla conservata nel frigo, che fine ha fatto?

E’ un quesito che mi sono posto grazie ad una esperienza vissuta, e che resta però in un alone di inquietante vaghezza e confusione. Le vipere si stanno svegliando nel verde della primavera, e le trovi sulle pietre, nell’erba, negli anfratti, gonfie di veleno, dopo il letargo.

Mi si è presentato in farmacia un cliente alquanto agitato raccontandomi che al ritorno dal suo podere, il suo amatissimo meticcio era stato morso da una vipera. Era disperato. II veterinario più vicino distava 30 Km. ll cane era senza forze e con lo sguardo obnubiIato. II veleno era entrato immediatamente in circolo. Mi sono sentito impotente davanti ad una strazio del genere irritato con me stesso per non poter essere di aiuto leggevo la disperazione negli occhi del mio cliente. Un turbinio di sensazioni mixate nel mio cervello mi scatenavano emozioni non certo gradevoli psicologicamente. Certo per un farmacista deputato alla dispensazione di farmaci e servizi sanitari non è stato facile. Ho dovuto spiegare con un certa calma che il siero e stato ritirato dal commercio otto anni fa perché avrebbe potuto procurare shock anafilattico, od anche perché è un emoderivato. La cosa ad oggi ancora non mi è chiara.

Ma un cane, o muore per la vipera o muore per il siero se si scatena il rigetto verso le proteine equine da cui è ricavato. O, magari, per il siero sopravvive.

Quel che mi chiedo: il siero antivipera che può essere dannoso agli umani, ma non peri cani, non può essere portato con se in passeggiata per dare ai nostri fedeli amici una possibilità di sopravvivenza? Però non e più in commercio.

Tuttavia in giro c’è, perché chi ne ha bisogno lo compra all’estero.

Per quanto riguarda noi umani, se malauguratamente si dovesse essere morsi bisogna raggiungere al più presto il più vicino presidio ospedaliero, che valuterà se somministrare il siero o come intervenire. E’ assolutamente inutile tagliare la ferita e succhiare il sangue; al più può essere utile un bendaggio elastico (non un laccio emostatico!) al di sopra della lesione. Per le emergenze, si devono contattare i Centri Antiveleni,attivi sul territorio nazionale 24 ore su 24.

Dott. Basso Di Zinno
Farmacista rurale in Montemitro (CB)

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