pgeuÈ stato pubblicato il Rapporto annuale del Pharmaceutical Group of the European Union. Il documento è intitolato quest’anno “Measuring health outcomes in community pharmacy” e punta infatti a fornire una misura dell’impatto positivo in termini di salute pubblica garantito dalle farmacie territoriali. Secondo lo studio, il 58% dei cittadini europei può raggiungere una farmacia in meno di 5 minuti e quasi la totalità (il 98%) in meno di 30 minuti. Ciascuna serve in media 3.214 persone: in Europa sono presenti infatti 73 farmacisti ogni 100.000 abitanti. In termini di lavoro, poi, una farmacia garantisce in media un impiego a più di sette persone, tra farmacisti assistenti, tecnici e altri membri dello staff. Inoltre, il 90% delle farmacie del Vecchio Continente è attrezzato per fornire un servizio di ritiro dei medicinali scaduti; il 93% apre anche in orari notturni o festivi e quasi la metà, il 47%, fornisce assistenza a domicilio per le persone affette da malattie croniche. Nel rapporto vengono quindi elencati i numerosi servizi finalizzati al miglioramento dell’uso dei farmaci. Essi vanno dalle informazioni e consigli forniti ai pazienti al momento della dispensazione dei medicinali, alle consulenze più specifiche sui trattamenti, fino – anche se in casi meno frequenti – alla preparazioni manuali di sistemi di dosaggio personalizzati (come nel caso delle “dossette box”) e al “new medicines service” dedicato a coloro che assumono per la prima volta un farmaco. La stragrande maggioranza delle farmacie, poi, prevede test e misurazioni sul posto (pressione arteriosa, peso, glucosio e colesterolo). Tra il 37 e il 43% è in grado inoltre di garantire supporto ai soggetti asmatici, diabetici o affetti da ipertensione. Nel 40% è possibile praticare i vaccini contro l’influenza (nel 17% altri tipi di vaccini) mentre il 70% ha previsto un accompagnamento per smettere di fumare.
Il rapporto del PGEU ricorda poi alcune iniziative di particolare rilevanza: da quello contro l’HIV in Portogallo alla campagna-pilota di vaccinazione in Francia, dallo screening del diabete in Italia al servizio “Medinstars” in Norvegia. Per quanto riguarda il futuro, infine, nell’agenda dell’associazione figurano – tra le altre cose – l’implementazione dello European Medicines Verification System (EMVS), la revisione della direttiva sul riconoscimento delle qualifiche professionali, le discussioni attorno all’agenda Salute dell’Ue e le conseguenze della Brexit.

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