L’approccio al diabete di tipo 2 mira a tenere sotto controllo la glicemia attraverso modificazioni nello stile di vita combinate a terapie farmacologiche al fine di ridurre l’incidenza di complicanze. La scarsa aderenza terapeutica è un problema frequente, che almeno parzialmente fornisce la spiegazione di un dato allarmante in Francia: il 41% dei pazienti trattati con ipoglicemizzanti orali o analoghi del Glp-1 non soddisfa l’obiettivo di mantenere i livelli di emoglobina glicata (HbA1C) sotto il 7%. Ciò comporta un incremento del tasso di mortalità e un ingente aumento della spesa sanitaria. Nel febbraio 2021 sulla rivista Patient education and counseling edita da Elsevier sono stati pubblicati i risultati dello studio randomizzato condotto dal team di ricercatori francesi guidato da Jean-François Gautier. L’analisi ha considerato l’impatto sull’aderenza terapeutica di un servizio di messaggistica fornito dai farmacisti con lo scopo di aiutare il paziente diabetico a gestire al meglio la propria malattia.

[Se vuoi ricevere tutte le novità iscriviti gratis alla newsletter di FarmaciaVirtuale.it. Arriva nella tua casella di posta alle 7 del mattino. Apri questo link]

L’esperimento in Francia

In Francia circa il 94% della popolazione possiede un cellulare, perciò la maggior parte degli adulti si trova nelle condizioni di ricevere Sms, che possono essere usati per ricordare ai pazienti di assumere la terapia e motivarli nell’autogestione della patologia. Lo studio in oggetto, oltre ad indagare se il nuovo servizio di messaggistica potesse migliorare l’aderenza, ha considerato se vi fossero effetti positivi su marker come HbA1C e colesterolo Hdl. Infine, il gruppo ha valutato se le buone abitudini acquisite nei tre mesi in cui i pazienti ricevevano i promemoria proseguissero dopo l’interruzione del servizio. Sono state coinvolte 114 farmacie territoriali francesi e allo studio hanno preso parte 499 pazienti, suddivisi nel gruppo che riceveva i messaggi telefonici (gruppo Sms) e nel gruppo di controllo. I partecipanti sono stati analizzati al mese 0 e avevano un’età media di 62.5±10.5 anni, soffrivano di diabete di tipo 2 da circa 10 anni e per il 58.1% erano maschi. Molti dei pazienti sono stati classificati come obesi, con Bmi > 30 Kg/m2.

I messaggi inviati

I messaggi inviati al gruppo Sms sono stati adattati alle esigenze dei pazienti in base alle loro abitudini di gestione della malattia, alla propensione alla reattanza, il meccanismo di difesa psicologica che può essere evocato da una percepita perdita della libertà di scegliere le proprie azioni che ha risvolti sull’aderenza terapeutica nei pazienti con diabete di tipo 2, e al livello di base di attività fisica. I pazienti che avevano ricevuto per 3 mesi Sms personalizzati hanno mostrato una maggiore aderenza alle terapie rispetto al gruppo di controllo, sebbene questo miglioramento non sia stato mantenuto dopo un ulteriore intervallo temporale di 3 mesi senza la ricezione degli Sms da parte dei farmacisti. Cambiamenti nei marcatori biologici non sono stati osservati, ad eccezione del Bmi. Questi risultati sono in linea con studi precedenti che avevano evidenziato che gli Sms possono essere impiegati con successo per migliorare l’aderenza alle cure nei pazienti con patologie croniche, riducendo o rimuovendo del tutto ostacoli come la mancanza di informazioni riguardo alla malattia e facendo sentire i pazienti supportati da professionisti sanitari nella sua gestione.

© Riproduzione riservata

Non perdere gli aggiornamenti sul mondo della farmacia

Riceverai le novità sui principali fatti di attualità.

Puoi annullare l'iscrizione con un click. Non condivideremo mai il tuo indirizzo email con terzi.