Si è svolta lo scorso 18 novembre a Monza la Giornata nazionale delle farmacie comunali. A fornire un resoconto dell’evento è Venanzio Gizzi, presidente Assofarm, secondo cui se la giornata dello scorso anno «aveva registrato una partecipazione istituzionale senza precedenti, l’edizione 2022 conferma e rafforza questo elemento». Per Gizzi si tratta di «un segno del fatto che il movimento delle Farmacie Comunali Italiane è un interlocutore affidabile e interessante per tutti: politica, istituzioni centrali e regionali, e anche per gli altri soggetti della filiera del farmaco». Nel corso dell’evento il sindaco di Monza Paolo Pilotto ha ricordato come spesso «il settore pubblico è percepito come inefficiente e al tempo stesso una parte della pubblica amministrazione si nasconde dietro la burocrazia. Le Farmacie Comunali dimostrano invece che si può essere soggetto pubblico efficiente ed efficace, capace di fare cose concretamente utili per il proprio territorio».

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Revisione legge 405/2001 e meccanismi remunerativi

Nella giornata è intervenuto Fabrizio Sala, vicepresidente della Regione Lombardia, il quale ha ricordato che «la nostra regione ha vissuto per prima la pandemia, ebbene in quei primi mesi in cui nessuno di noi aveva esperienze altrui cui fare riferimento le farmacie hanno prodotto un impegno straordinario, non dovuto eppure mai mancato». Nell’intervento successivo Marcello Gemmato, sottosegretario alla Salute, «ha invece focalizzato l’attenzione sul rapporto tra farmacie e future Case di Comunità. Queste ultime, secondo il rappresentante del Governo, dovranno necessariamente affidarsi alle oltre 16mila farmacie locali e ai medici di medicina generale, se davvero si vorrà una nuova sanità territoriale capillarmente presente». Assofarm spiega che «una collaborazione che, sempre secondo il sottosegretario Gemmato, dovrà accompagnarsi ad una profonda revisione della legge 405/2001 e degli attuali meccanismi remunerativi».

Rilancio della farmacia in un nuovo Ssn

Inoltre «fortemente condivisa da tutti i soggetti della filiera riuniti in una tavola rotonda conclusiva è la convinzione che il rilancio della farmacia in un nuovo Sistema sanitario nazionale debba realizzarsi attraverso la valorizzazione dell’intero sistema che sta dietro la farmacia stessa. È pertanto necessario tenere in debito conto bisogni e potenziale dei distributori intermedi. È altresì indispensabile rinnovare il sistema remunerativo valorizzando non solo la farmacia ma anche l’industria farmaceutica. Senza poi dimenticare il rinnovamento della formazione universitaria e post-universitaria». Secondo Francesco Schito, segretario Assofarm, «se nella prima parte della giornata sono arrivati segnali pienamente positivi dalla politica e dalle istituzioni il successivo confronto finale che ha visto al completo, dopo diversi anni, industria, ordine professionale, distributori intermedi e farmacie private e pubbliche, ha rivelato un’importante condivisione di prospettive, cosa peraltro non nuova ma ormai consolidata da tempo. Abbiamo davvero la sensazione che vi siano tutte le condizioni perché finalmente si realizzino riforme che il settore aspetta e merita da decenni».

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