remunerazione del farmacoIn un editoriale pubblicato sul notiziario dell’associazione, il presidente di Assofarm Venanzio Gizzi ha ricordato che «mancano meno di sessanta giorni al 31 dicembre, data oltre la quale la filiera perderebbe la possibilità di trovare un accordo al suo interno su come riformare il sistema di remunerazione del farmaco. La palla passerebbe al ministero della Salute che, di concerto con quello dell’Economia, sarebbe autorizzato a prendere decisioni che molto difficilmente terrebbero conto delle necessità impellenti delle farmacie».
Secondo il dirigente, «ad oggi è davvero difficile immaginare che nel poco tempo utile a disposizione si possa raggiungere una proposta condivisa da tutti gli attori in campo. Questo è ancor più vero se si tiene presente che già la scorsa settimana Assofarm ha accennato alla questione nel corso di un incontro presso il ministero dello Sviluppo Economico, senza però che a questo input sia seguita alcuna volontà di confronto dalle altre parti». «Le farmacie comunali – si è quindi rammaricato Gizzi – appaiono sole nella loro volontà di trovare un accordo. L’industria farmaceutica ha una posizione di pura difesa dei propri margini e alcuna visione di sistema», mentre «le farmacie private e i distributori non si sono ancora espressi in alcun modo».
«Perché tutto questo immobilismo – si domanda il presidente di Assofarm – di fronte a questioni di grandissima importanza per il futuro del settore? A nostro avviso ci sono almeno due ragioni. La prima è che si ormai è diffusa una certa rassegnazione: abbiamo prodotto così tanti fallimenti, abbiamo vissuto così tante revoche e proroghe, siamo finiti in troppi vicoli ciechi perché oggi i più possano ancora credere di poter davvero incidere sulla situazione. La seconda ragione, quasi più pericolosa della prima, potrebbe risiedere nel calcolo utilitaristico del tirare a campare: la speranza che dopo capodanno, come per incanto, tutto possa continuare come adesso. E se le cose non andassero così? Se il governo decidesse di prendere di petto gli impegni offertigli dalla legge, la filiera avrebbe perso la propria occasione per dire la sua». «Non intendiamo perdere tempo – aggiunge – e già dai prossimi giorni cercheremo di attivare un canale con Federfarma, sperando di trovare nel sindacato dei titolari di farmacia un alleato: se i tempi tecnici per raggiungere un accordo non è detto che ci siano, almeno dimostriamo che ci stiamo lavorando. Se non produrremo nemmeno questo livello minimo di impegno, come possiamo sperare in un rinvio dei termini di legge?».
Gizzi ha quindi specificato che Assofarm proporrà una remunerazione dei servizi «che sia in grado di produrre risparmi per il Servizio sanitario nazionale. Come a dire: pagateci per le efficienze che riusciamo a produrre», assieme ad un «rinnovo della Convenzione con le Regioni».

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