Giovedì 23 luglio è stato approvato all’unanimità da Montecitorio il provvedimento relativo all’istituzione della Giornata nazionale in memoria delle vittime dell’epidemia di Coronavirus. Il testo approvato alla Camera, passa al Senato, vede nel 18 marzo di ogni anno una data riconosciuta come “Giornata nazionale in memoria di tutte le vittime dell’epidemia da coronavirus”. Non si è fatto attendere il commento di Andrea Mandelli, presidente della Federazione degli ordini dei farmacisti italiani (Fofi). Il dirigente sottolinea in proposito che «l’istituzione della Giornata in memoria delle vittime del Coronavirus approvata alla Camera è un atto doveroso, per mantenere vivo il ricordo di chi ha sofferto per la pandemia, i malati e i loro famigliari, ma deve essere anche un monito per il futuro».

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In tale direzione, evidenzia Mandelli, «non dobbiamo dimenticare che emergenze di questa portata possono ripetersi e che non possiamo più farci coglierete impreparati: tra le vittime del coronavirus contiamo anche professionisti della salute – medici, farmacisti, infermieri, operatori sanitari – che hanno dovuto affrontare la Covid-19 in condizioni critiche e, ciononostante, hanno saputo contenere al meglio la pandemia”».

Tuttavia, puntualizza Mandelli, «il modo migliore per ricordare il sacrificio di migliaia di italiani è realizzare l’ormai improcrastinabile riforma del nostro servizio sanitario che permetta di affrontare queste emergenze già sul territorio, alleggerendo il carico di lavoro degli ospedali, e nel contempo renda possibile continuare a curare al meglio i malati cronici, grazie alla collaborazione di medici di medicina generale, farmacisti e infermieri di comunità».  Tale nuovo Ssn, conclude Mandelli «sarebbe l’omaggio più significativo in ricordo di questa tragedia».

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