La sicurezza informatica è un tema che ormai riguarda tutti, dai privati cittadini a ogni tipo di impresa e attività, qualunque sia la sua dimensione o funzione. Questo perché con la diffusione sempre più ampia della digitalizzazione l’inserimento di dati personali su numerose piattaforme è all’ordine del giorno. Proteggere queste informazioni e fare in modo che non siano accessibili a chi non è autorizzato a visionarle diviene quindi una priorità assoluta. La prima regola da adottare per un buon livello di sicurezza informatica è una gestione corretta delle password. L’importanza di una password scelta e usata in modo appropriato è tale che lo scorso anno le pubbliche amministrazioni hanno adottato il sistema pubblico di identità digitale (Spid) che, oltre a offrire un unico metodo di accesso per diversi uffici ed enti, garantisce anche un livello di sicurezza superiore rispetto alle precedenti credenziali.

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I consigli del Garante della privacy

Laddove è richiesto l’uso di una password da inventare e sostituire periodicamente spesso viene anche suggerita la composizione ideale affinché il codice scelto sia il più sicuro possibile. In questi casi è generalmente indicato un numero di caratteri minimo da usare, normalmente non inferiore a 8, con un’alternanza di lettere, numeri e caratteri speciali. Anche il Garante per la protezione dei dati personali ha fornito delle raccomandazioni pratiche sulla gestione dei codici di accesso in un vademecum intitolato “Suggerimenti per creare e gestire password a prova di privacy”. Nel testo si legge che «una buona password deve essere abbastanza lunga, di almeno 8 caratteri, anche se più aumenta il numero dei caratteri più la password diventa “robusta” (si suggerisce intorno ai 15 caratteri). Deve contenere caratteri di almeno 4 diverse tipologie, da scegliere tra lettere maiuscole, lettere minuscole, numeri, caratteri speciali (cioè punti, trattino, underscore, ecc.). Inoltre non deve contenere riferimenti personali facili da indovinare (nome, cognome, data di nascita), né riferimenti al nome utente (detto anche user account, alias, user id, user name)». Si consiglia infine di usare preferibilmente parole di fantasia, più difficili da indovinare.

Conservazione e sostituzione

Se i siti ai quali si riferiscono le password non ne richiedono la sostituzione periodica, è comunque bene cambiarla spesso. Il Garante suggerisce di usare password diverse per account diversi, evitando di riutilizzare codici già usati in passato. Un altro fattore rilevante per la sicurezza della password è la sua conservazione. Anche a questo proposito il Garante fornisce alcune indicazioni: «Non scrivere mai le password su biglietti né in file non protetti sui dispositivi personali, evitare sempre di condividere le password via e-mail, sms e social network. In caso di uso di dispositivi non propri, ricordarsi che possono conservare in memoria le password utilizzate». Il Garante della privacy ricorda infine che esistono i programmi specializzati che generano password e consentono di appuntarle in formato digitale salvandole in un database cifrato sicuro. Si può quindi valutare di usare uno di questi sistemi, alcuni dei quali sono disponibili gratuitamente.

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