
Sono stati diffusi il 12 febbraio 2026 i dati dello studio “Pwc Global & Italian M&A Trends in Health Industries 2025 e Outlook 2026”, con le operazioni di fusione e acquisizione nel settore della salute. A livello mondiale, il 2025 ha visto una contrazione del 5% nel numero di transazioni, accompagnata però da una crescita del 45% del loro valore complessivo, segnalata dal ritorno di 11 grandi deal superiori ai 5 miliardi di dollari. Il contesto italiano si è mosso in direzione opposta per i volumi, con incremento delle operazioni annunciate, da 91 nel 2024 a 99 nel 2025. L’andamento è avvenuto nonostante le incertezze macroeconomiche e differenze valutative tra le parti, che hanno frenato gli accordi di dimensioni maggiori. L’attività è stata sostenuta principalmente dalle acquisizioni add-on dei grandi gruppi e dall’ingresso di fondi di private equity specializzati nel mercato medio, interessati alle Pmi nazionali.
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Servizi sanitari e interesse degli investitori finanziari
L’incremento delle operazioni in Italia è stato guidato in modo particolare dal comparto health services, salito da 30 a 41 transazioni. Il segmento pharma & life sciences è rimasto stabile, con 58 operazioni contro le 62 dell’anno precedente. È significativo il dato relativo alla tipologia degli investitori: nel 2025 il 57% delle operazioni è stato completato da investitori finanziari, capovolgendo la quota del 2024 quando prevalevano gli investitori strategici. Tra le principali transazioni annunciate vi sono, tra le altre, Nb Renaissance and Nb Aurora su Genetic, Faes Farma su Sifi, Doc Generici su Geofarma, e gli acquisiti di Fidia su Meditrina Pharmaceuticals e Altacor. È proseguito il consolidamento delle principali piattaforme di servizi sanitari, come Bianalisi, Carehub e Synlab, e degli aggregatori nell’ambito Cdmo.
Farmaceutico italiano dinamico, con M&A strumento per crescita e innovazione
Nel comparto pharma & life sciences, le operazioni del 2025 hanno confermato il dinamismo delle aziende nazionali, che hanno utilizzato la liquidità per espandere la proposta di prodotti o accedere a ulteriori mercati. I settori life science e medtech hanno attratto fondi di private equity internazionali verso asset italiani di medie e piccole dimensioni ad alto contenuto tecnologico, come dimostrato dalle acquisizioni di Adler Ortho da Andera Partners, e di Diesse da parte di Fremman Capital. Si è osservato un interesse crescente, nel medio termine, di aziende farmaceutiche a conduzione familiare verso l’apertura del capitale a investitori finanziari. La scelta è spesso finalizzata a monetizzare parte del valore creato e ottenere supporto per espansioni strategiche, anche internazionali.
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