Alla fine dello scorso anno si è aperto un bando con cui le farmacie rurali, se situate in comuni con meno di tremila abitanti, possono richiedere, fino al 30 giugno 2022, finanziamenti finalizzati a investire in specifiche aree legate allo sviluppo della propria attività. L’iniziativa, rientrante nel Piano nazionale ripresa resilienza (Pnrr), mette a disposizione risorse per «un totale di 100 milioni di euro, di cui 50 milioni stanziati per la macro-area Centro-Nord e 50 per la macro-area Mezzogiorno, per un importo massimo finanziabile di 44.260 euro per farmacia. Il bando prevede la concessione delle relative agevolazioni a diverse categorie di investimenti».

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Lavorato per raggiungere determinati obiettivi

Secondo Mario Flovilla, presidente del Sunifar Campania, si tratta di un’opportunità importante per permettere ai presidi rurali di attrezzarsi e diventare sempre di più Farmacie dei servizi. «Abbiamo lavorato per raggiungere determinati obiettivi e far riconoscere l’impegno delle farmacie – ha commentato Flovilla a FarmaciaVirtuale.it -. Crediamo nella Farmacia dei servizi e vogliamo venga realizzata. Per questo tentiamo con ogni mezzo e strumento di attrezzare tutte le farmacie, ma soprattutto quelle rurali, di device e tecnologie che siano di supporto al Servizio sanitario nazionale (Ssn). Mai come in questo momento si è compreso il valore della rete delle farmacie italiane che si sono messe a completa disposizione dell’Ssn e del Governo nell’azione di contrasto e controllo della pandemia».

«Partecipare al bando non è complesso»

Esaminando modalità e tempi per partecipare al bando, Flovilla rassicura le farmacie sul fatto che le procedure non sono complesse e vale la pena di cogliere questa opportunità che si presenta per la prima volta al settore con queste caratteristiche. «È la prima volta che il Governo stanzia delle risorse di una certa importanza per queste finalità. Parliamo di 150 milioni di euro, di cui 100 a fondo perduto. Le modalità per partecipare al bando all’inizio possono sembrano farraginose ma in realtà non lo sono. Inoltre la finestra temporale in cui si può inoltrare la domanda è ampia (29 dicembre 2021-30 giugno 2022) e lascia alle farmacie tutto il tempo necessario per compilarla correttamente. Una volta effettuata la richiesta, l’importo presunto dell’investimento viene accreditato direttamente sul conto corrente della farmacia, che poi dovrà fornire la relativa documentazione dell’investimento effettuato».

«Numerosi ambiti in cui investire»

Flovilla sottolinea inoltre il fatto che il bando riservato alle farmacie rurali prevede una notevole varietà di aree, beni e strumenti finanziabili, per cui i farmacisti possono decidere di fare interventi di diverso tipo nei propri presidi, migliorando gli ambiti di maggior interesse. «Una caratteristica molto importante di questo bando è l’ampia possibilità di investimento. Sono infatti finanziabili diverse tipologie di interventi. Solo per fare qualche esempio, si può chiedere il finanziamento per realizzare il banco attrezzato come centro informazioni o quello dotato di pc e monitor per effettuare le prenotazioni Cup. È possibile inoltre creare box con pareti mobili o investire in sistemi di stoccaggio automatico dei farmaci e in cassettiere di ultima generazione. Naturalmente sono finanziabili anche gli strumenti e le apparecchiature per erogare servizi di telemedicina e analisi di prima istanza. È quindi importante approfittare di questa opportunità che permette di attrezzare al meglio la farmacia rurale, che spesso viene dimenticata».

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