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Federfarma Modena: «Farmacie comunali, istituzioni restino garanti»

La presidente di Federfarma Modena, Silvana Casale, è intervenuta nel dibattito sull’acquisizione di Farmacie Comunali Spa da parte di una coop privata.


federfarma modena«Ora che la maggioranza della società Farmacie Comunali è in mano ad un soggetto economico non pubblico, speriamo che al primo posto non venga posto il business». È con queste parole che Silvana Casale, presidente di Federfarma Modena, ha commentato – sulle colonne del Resto del Carlino – l’esito dell’asta effettuata il 22 settembre per alcune farmacie comunali di Modena, vinta dalla società Finube. Quest’ultima – aveva spiegato un articolo pubblicato dalla Gazzetta di Modena – è una «holding controllata da Coop Estense, che a Modena era già socia di Farmacie Comunali Spa con una quota pari al 46,11%. Ha offerto 6,9 milioni di euro (contro il valore a base d’asta proposto dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Modena, ovvero 6,797 milioni) per rilevare il 17% abbondante di azioni messe in vendita».
Sulla vicenda – come spiegato da FarmaciaVirtuale.it – era già intervenuto il presidente regionale dell’associazione di categoria, Domenico Dal Re, parlando di un fatto preoccupante, e spiegando che la questione è già al vaglio di Federfarma nazionale: «Vedremo quali iniziative assumere – ha spiegato – ma diciamo già al sindaco Muzzarelli che non può fare finta che non sia successo nulla. Le farmacie non sono botteghe e non si può pensare solo al business: il principio non è vendere più medicine, ma vedere quelle che servono». Dal Re aveva inoltre ricordato che il Ddl Concorrenza prevede l’ingresso del capitale nelle farmacie, e che dunque la stessa cooperativa potrebbe lanciarsi anche in tale business: «Vogliamo ribadire il ruolo delle farmacie a tutela della salute pubblica: l’ingresso del capitale privato non può cambiare le finalità del sistema», ha aggiunto il dirigente.
«Staremo alla finestra a controllare che tutto vada per il verso giusto – ha precisato Silvana Casale -. Finube ha mantenuto finora un atteggiamento corretto, nelle farmacie abbiamo riscontrato il dovuto orientamento al cittadino. Al tempo stesso, però, il fatto che il pubblico non sia più in maggioranza è preoccupante, perché un soggetto economico ha come primo obiettivo il lucro. Il Comune deve svolgere un ruolo di garanzia in questo senso».

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