federfarmaCittadinanzattiva-Tribunale per i diritti del malato e Federfarma presenteranno il 25 settembre 2015, presso la sede romana dell’associazione di categoria dei farmacisti (in via Emanuele Filiberto 190, dalle ore 11:00 alle ore 12:30) la nuova «Carta della qualità della farmacia». Si tratta di un’iniziativa il cui obiettivo è quello di incrementare il livello qualitativo dell’assistenza da parte dei titolari, a vantaggio dei cittadini.
«Quello che effettueremo tra poche settimane – spiega a FarmaciaVirtuale.it Tonino Aceti, coordinatore nazionale del Tribunale per i diritti del malato – rappresenta il rilancio di un’iniziativa che era già stata avviata più di venti anni fa, nel 1994, e che fu un grande successo, con l’adesione di circa 3 mila farmacie. La “Carta” costituisce un protocollo di intesa con Federfarma: le farmacie che la adotteranno si impegnano a rispettare e diffondere i principi contenuti nella “Carta europea dei diritti del malato”».
Per i titolari si tratta di un’occasione per rafforzare ulteriormente il rapporto con i pazienti, nell’ottica dello sviluppo della farmacia dei servizi: «La presenza capillare degli esercizi sul territorio – prosegue Aceti – rende le farmacie un presidio di prossimità del servizio sanitario nazionale. Una porta di accesso ad esso, come nel caso dei medici di famiglia. La nostra iniziativa può spingere al rialzo gli standard, e non rappresenta in alcun modo una semplice vetrina: Cittadinanzattiva si premurerà di effettuare un monitoraggio per verificare il rispetto dei principi sanciti nella “Carta”. Tra di essi figurano l’accessibilità, l’accoglienza e la personalizzazione, l’informazione, la sicurezza e gli standard di qualità. Per fare un esempio pratico, nella macrocategoria “accoglienza e personalizzazione” figurano anche percorsi di maternità e infanzia: i farmacisti che aderiranno si impegnano a promuovere l’allattamento al seno, oppure a facilitare la messa in contatto della mamma con i servizi socio-sanitari».
Ma la “Carta” punta anche a supportare i redditi delle famiglie: «Un comportamento etico da parte dei farmacisti può infatti aiutare anche economicamente. Ad esempio, attraverso la proposta di utilizzo dei farmaci equivalenti meno cari, come previsto dalla legge».

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