L’Agenzia per l’italia digitale (Agid) definisce il Fascicolo sanitario elettronico (Fse) come «lo strumento attraverso il quale il cittadino può tracciare e consultare tutta la storia della propria vita sanitaria, condividendola con i professionisti sanitari per garantire un servizio più efficace ed efficiente». Istituito dalle regioni e dalle province autonome, il Fascicolo sanitario elettronico (Fse) dovrebbe favorire il miglioramento complessivo della qualità dei servizi riguardanti «prevenzione, diagnosi, cura e riabilitazione», «studio e ricerca scientifica in campo medico, biomedico ed epidemiologico» e «programmazione sanitaria, verifica delle qualità della cure e valutazione dell’assistenza sanitaria». Secondo i dati Agid riferiti al secondo semestre 2019, sarebbero tutte le regioni ad aver attuato l’implementazione del Fse a vari livelli, eccetto Abruzzo, Calabria e altre regioni in corso di avvio definitivo. Nonostante ciò, l’uso da parte di medici, aziende sanitarie e cittadini risulta essere al momento parziale rispetto all’implementazione.

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Le novità contenute nel Decreto Rilancio

Con la conversione in legge del Decreto Rilancio (Decreto-Legge n. 34/2020 convertito con modificazioni dalla L. 17 luglio 2020, n. 77) sono state apportate diverse novità rilevanti per il Fascicolo Sanitario Elettronico. A farlo sapere è la stessa Agid, la quale spiega che «vengono estese le tipologie di dati sanitari e socio-sanitari che confluiscono nel Fse: sono così inclusi anche quelli che riguardano le prestazioni erogate al di fuori del Sistema sanitario nazionale, non solo quelle interne al Ssn». Anche l’attivazione e l’alimentazione del Fse diviene automatica e più agevole: «Il cittadino – evidenzia l’Agid – non dovrà più richiedere l’apertura del proprio fascicolo e dare il proprio consenso alla sua alimentazione, ma potrà sempre decidere chi può accedere ai suoi dati sanitari, attraverso il meccanismo del consenso esplicito. Resta garantito, inoltre, il diritto di conoscere quali accessi siano stati effettuati al proprio FSE».

Dossier farmaceutico in attesa del parere del Garante Privacy

In aggiunta a ciò «vengono estese le funzioni “di sussidiarietà” dell’Infrastruttura Nazionale per l’Interoperabilità dei Fascicoli Sanitari Elettronici (INI) a tutte le regioni che non hanno ancora attivato il FSE o alcuni suoi servizi e il potenziamento di INI. Nel tempo il FSE potrà essere alimentato attraverso l’Infrastruttura Nazionale per l’Interoperabilità con i dati sanitari già disponibili in merito alla donazione degli organi, le vaccinazioni e le prenotazioni, contenuti nel Sistema Informativo Trapianti, nelle Anagrafi vaccinali regionali e nei CUP di ciascuna regione o provincia autonoma». Infine, «è prevista la pubblicazione sul Portale nazionale del Fse, previo parere del Garante per la protezione dei dati personali, delle specifiche tecniche dei documenti del Fse e del dossier farmaceutico».

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