fascicolo sanitario elettronicoÈ iniziato il conto alla rovescia per l’introduzione del Fascicolo sanitario elettronico (FSE), la digitalizzazione dei dati di tipo sanitario e sociosanitario di ogni cittadino, da mettere a disposizione sia dell’ente pubblico, che degli operatori sanitari e degli assistiti stessi. Le Regioni e le Province autonome devono elaborare e presentare i propri progetti per la realizzazione del FSE entro il 30 giugno. L’obiettivo, almeno nelle intenzioni, è offrire ai cittadini servizi sanitari di qualità crescente, garantendo allo stesso tempo la sicurezza e riservatezza dei dati, ma anche e soprattutto ridurre i costi di gestione delle informazioni e quelli sanitari grazie alla registrazione della storia clinica dei pazienti, che consentirà il monitoraggio delle prescrizioni e prestazioni. Se Regioni e Province autonome rispetteranno la scadenza, si tratterà di un primo passo concreto per mettere a punto il Fascicolo sanitario elettronico nei tempi previsti dal decreto “Crescita 2.0” (il numero 179 del 2012) e “Fare” (il 69 del 2013). Ciascuna Regione e Provincia autonoma potrà optare per la soluzione migliore per avviare o completare, se già in corso, gli interventi necessari a rendere disponibile a tutti i cittadini il FSE. Il cronoprogramma prevede entro 60 giorni dalla presentazione dei progetti la loro valutazione e approvazione da parte di una commissione istituita ad hoc, per il 30 giugno 2015 l’istituzione del FSE e per il 31 dicembre 2015 la realizzazione della prevista infrastruttura nazionale per l’interoperabilità. In sede di conversione del decreto Fare è stato inoltre approvato un emendamento presentato da Andrea Mandelli, senatore di Forza Italia e presidente della Fofi, la Federazione degli Ordini, che ha introdotto il “dossier farmaceutico” del paziente come parte del Fascicolo sanitario elettronico. Il dossier prevede un ruolo centrale per il farmacista, con la creazione di un’apposita sezione a cura di volta in volta della farmacia che effettua la dispensazione. Il fine è il monitoraggio dell’appropriatezza e aderenza terapeutiche, per arginare il rischio di prescrizioni inutili e di interazioni tra farmaci, determinati dal fatto che i diversi operatori, il medico di medicina generale piuttosto che lo specialista territoriale o ospedaliero e il farmacista, non hanno la certezza dei medicinali prescritti e assunti dal paziente.
Per la presentazione e il monitoraggio dei progetti regionali e delle Province autonome per la realizzazione del Fascicolo sanitario elettronico è stato creato un apposito portale, www.fascicolosanitario.gov.it. La presentazione è esclusivamente online e prevede la compilazione di una serie di moduli coi quali si comunica lo stato di realizzazione del FSE sul territorio, una descrizione del progetto, come si intende gestire la privacy dei cittadini e la business continuity. Un tavolo tecnico, coordinato dall’Agenzia per l’Italia Digitale e dal ministero della Salute, nel quale sono stati coinvolti i rappresentanti delle Regioni, del ministero dell’Economia e delle Finanze e il Cnr, ha messo a punto delle linee guida per la presentazione dei piani, consultabili online sul portale. Il punto nodale è se e come tempi e indicazioni prescritti saranno rispettati, e in questo la ricetta elettronica insegna: se la digitalizzazione è senz’altro la via maestra per una gestione più rapida ed economica e per un maggiore e migliore controllo, ancora molti problemi rimangono aperti, dalle criticità connesse al funzionamento della rete Internet e la conseguente garanzia di continuità del servizio, al ritardo nell’operatività da parte di più di un ente pubblico.

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