farmacieuniteDa un tweet del ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, che recita “La vendita dei #farmaci di #fascia C rimane in #farmacia. Vittoria dei pazienti, soprattutto degli anziani” si apprende che è stato stralciato il capitolo relativo ai farmaci dal testo del Ddl concorrenza all’esame del Consiglio dei ministri proprio ora.
Salterebbe, dunque, la temuta liberalizzazione della fascia C con ricetta.
Novità meno felici, invece, sotto altri fronti. Attualmente la titolarità delle farmacie è riservata solo a persone fisiche, a società di persone e a società cooperative a responsabilità limitata. Con la proposta Guidi, le farmacie potranno essere di proprietà anche delle società di capitali e i soci non dovranno più essere obbligatoriamente farmacisti. Viene inoltre eliminato il limite delle quattro farmacie per società, nelle intenzioni per facilitare le economie di scala e l’ingresso nel settore delle grandi società di capitali come gestori di catene di farmacie; è stato eliminato, inoltre, l’obbligo che prevede che a dirigere la farmacia sia un farmacista socio.
Resta ora la preoccupazione per l’ingresso nel mercato di soggetti finanziariamente molto forti, che potrebbero modificare l’assetto commerciale di esercizi che attualmente sono orientati più alla salute che al capitale.
Ma ora preferiamo concentrarci sulle buone notizie, plaudendo alla vittoria del cittadino, del paziente, ma, soprattutto, del buonsenso. I farmaci con ricetta sono, storicamente, professionalmente, eticamente, dispensati dalla farmacia.
Il plauso di Farmacieunite va prima di tutto a Beatrice Lorenzin, che si è apertamente schierata contro la scellerata ipotesi di liberalizzazione, fornendo sostegno e argomenti a tutela della farmacia italiana e dei tanti professionisti che mettono al servizio della collettività la loro competenza e dedizione. Se la farmacia rappresenta un elemento di italica eccellenza è grazie a loro. E non c’è mercato che tenga, quando si parla di tutela della salute.

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