farmacia-rurale-problemiLa farmacia “disagiata” è definita da sempre “rurale”. Già con questo aggettivo si è voluto esprimere tutta una serie di problematiche e particolarità che la gestione di una “normale” farmacia non ha.

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Solo che nel corso degli anni ed in particolare nell’ultimo periodo, esse si sono tragicamente aggravate. Vuoi per scelte politiche errate, vuoi per scelte sindacali non proprio protettive per un servizio che è capillare su tutto il territorio nazionale. La farmacia rurale è una bella donna che tutti vogliono e nessuno la vuole sposare é un fiore all’occhiello da esibire, ma se sta appassendo nessuno se ne cura.

Le problematiche a cui la farmacia rurale va incontro sono:

  • la distribuzione diretta
  • quella “per conto”
  • la riduzione del prezzo dei medicinali
  • i ritardi nei pagamenti
  • la crisi che ha eroso i margini di guadagno.

Farmacie rurali, due pesi e due misure

E se in città si taglia sui dipendenti, nei piccoli paesi non si può tagliare nulla, perché le bollette della luce, del gas e ancora l’affitto e i costi della burocrazia sono inevitabili. Di qui alla morte di queste piccole realtà il passo è breve. Penso che la chiusura delle farmacie nei piccoli centri, privi i cittadini di un diritto garantito dalla costituzione.

La distribuzione dei farmaci da parte degli ospedali, deliberata dalle Regioni, graverà sul cittadino costretto a recarsi presso la struttura pubblica determinerà un danno erariale nel distribuire farmaci, ed ancora procurerà un ulteriore danno economico in quanto l’anticipo di farmaci per terapie protratte per più mesi, non tiene in conto che la terapia può modificarsi e che il paziente può non averne più bisogno.

Da non dimenticare che l’anticipo di spesa da parte dell’ente pubblico porterà dal 2013 a sborsare esosi interessi di mora peri ritardi nei pagamenti. In questi paesi “disagiati” la funzione del farmacista rurale” è alquanto poliedrica.

Si va dal servizio (cortesia) lettura della bolletta gas, acqua… all’anziano, al fornire supporto farmacologico, psicologico e umano verso tutti coloro che vedono nel loro farmacista l’unico punto fermo di un sistema sanitario ormai in fase di smantellamento, in un rapporto molto familiare e di condivisione.

Problemi logistici

Per quanto attiene strettamente alla logistica di gestione, si hanno problemi di sostituzione farmaci in quanto si dispone di un solo piccolo magazzino in farmacia. Ci si approvvigiona per i farmaci da 1-2 depositi farmaceutici e si ha difficoltà nel gestire gli ordini. Vale a dire, peri mancanti bisogna fare degli autentici salti mortali in quanto non si hanno alternative di acquisto, dulcis in fundo, non dimenticherei quello che io chiamo isolamento ambientale. Si, si ha tempo per ammirare panorami e per andare a funghi, per i propri hobbies… ma non si ha I’ADSL e le nuove tecnologie, non si ha il cablaggio delle linee telefoniche e questo comporta il rimanere irrimediabilmente isolati, visto che viviamo di tecnologia.

Per non disquisire ancora sulla viabilità, non sempre ottimale, croce e delizia sia per il farmacista che per il servizio consegna farmaci. E poi, ciliegina sulla torta, c’è la pochissima clientela.

La mia proposta, per quanto folle possa sembrare, à quella di dichiarare “ZONA FRANCA” questo servizio sanitario, sociale ed umanitario. Le modalità di attuazione non posso indicarle in quanto sono un farmacista e non un economista ma penso che un reddito lordo inferiore ai 200.000 euro possa essere la discriminante.

Speriamo che i politici e i rappresentanti sindacali elaborino un sistema per evitare che un servizio così gradito ed utile alle persone non corra il rischio della chiusura. A tal proposito desidero ricordare la chiusura di alcune farmacie rurali e non, a cui va tutta la mia solidarietà, ma purtroppo penso che se ne aggiungeranno altre fra poco.

Si continua a non tener presente che la spesa farmaceutica a livello nazionale è drasticamente scesa, ed essa incide pochissimo sul PIL . Nonostante ciò, si continua incoscientemente a colpire tutta la filiera del farmaco e con essa anche la Farmacia “rurale”.

SmanteIlando di fatto un servizio che tutto il mondo ci invidia, quando draconianamente si dovrebbero colpire altri servizi che causano sperpero di denaro pubblico ed inefficienzele prospettive di miglioramento, se cosi le possiamo definire, sono partecipare a concorsi per sedi farmaceutiche più comode e economicamente appetibili. Ma se penso alla fine che ha fatto ultimamente il famigerato concorso straordinario bandito nel 2012 e ai criteri di valutazione e merito in esso inseriti,sono francamente sconfortato”e non mi resta che raggiungere, se il buon Dio vorrà, l’agognata, ricca pensione ENPAF, che meriterebbe un altro articolo a parte.

Dr. Basso Di Zinno

Farmacista Rurale in Montemitro (CB)

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