farmacie ruraliAlcune piccole farmacie della provincia di Bolzano hanno lanciato un grido d’allarme: «Potremmo essere costretti a chiudere». A metterle in pericolo, hanno spiegato i titolari degli stessi esercizi, è un decreto dell’assessorato provinciale alla Sanità (che potrebbe essere firmato a breve dalla direttrice della Ripartizione salute, Irmgard Prader) secondo il quale il calcolo del fatturato sarà utilizzato come criterio base per concedere il diritto allo sconto agevolato.
A darne notizia è il quotidiano l’Alto Adige, che ha incontrato alcuni dei titolari coinvolti, secondo quali «evidentemente chi ha ideato il decreto, firmato a giugno quasi di nascosto, e retroattivo da gennaio, non sa che cosa sia una farmacia di paese e il ruolo che essa svolge. Queste cose abbiamo cercato di spiegarle alla stessa assessore Stocker ma senza ottenere alcun risultato». Per questo, spiega il giornale locale, è scattato un ricorso al Tribunale amministrativo regionale, con il quale si chiede che il decreto venga annullato. Non solo: è stata anche avviata una raccolta firme, con l’obiettivo di “salvare” in particolare le farmacie dei villaggi di Bronzolo e Cortaccia, assieme ad altre dieci in tutta la provincia.
Enrico Stefani, titolare dell’esercizio di Bronzolo, ha spiegato che «se la situazione rimane questa, a fine anno sarò costretto a chiudere, tenuto conto che già durante lo scorso anno abbiamo registrato un calo per il taglio dei presidi. Chi ha ideato il decreto non ha capito nemmeno la differenza che c’è, anche in termini di fatturato, fra una farmacia di paese e una di città, senza contare che in città, se una chiude c’è l’altra poco lontano, mentre in un paese la gente dovrà arrangiarsi quando avrà bisogno di una medicina. Se è questo che vogliono lo dicano chiaramente».

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