farmacie-rurali«A RISCHIO sette farmacie rurali nella nostra provincia. Se non si avrà un’inversione di tendenza, i problemi potranno coinvolgere anche alcune farmacie cittadine private e pubbliche». A sollevare il problema è l’Associazione provinciale titolari farmacie private, che contesta la distribuzione diretta di medicinali dalla Asl7, i compensi non remunerativi per l’erogazione di farmaci acquistati dall’azienda sanitaria locale, alcuni servizi ai cittadini che interesserebbero alla stessa Asl solo se fatti gratuitamente. Oltre a questo è sotto accusa la circolare della Regione di febbraio che, a detta del dottor Antonio Casagli, presidente dell’Associazione titolari di farmacie della provincia di Siena, «stabilisce una discutibile quantificazione del fatturato annuo nei riguardi del Servizio sanitario nazionale, considerando nel volume la distribuzione di farmaci per conto dell’ente pubblico ed il valore dei presidi sanitari, come i prodotti per il controllo della glicemia, per infermi ed incontinenti». «Queste prestazioni – fa notare ancora Casagli – sono dispensate dalla farmacia non solo senza nessun profitto, ma impegnando risorse proprie. Chiediamo alla Regione un riesame più attento e responsabile della questione nell’interesse della collettività». Sull’argomento interviene anche il dottor Marco Venturi, presidente dei farmacisti rurali della provincia: «Sarebbe opportuno invertire la politica dei continui tagli, i cui effimeri risparmi impoveriscono solo il territorio, e sostenere invece le strutture che garantiscono capillarmente assistenza farmaceutico-sanitaria».

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QN – La Nazione – Siena

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