farmacie-in-sofferenzaVICENZA – Si fa pesante il compito del farmacista vicentino conscio di dover affrontare ogni mattina la crisi che sta mordendo la sua farmacia e allo stesso tempo la responsabilità di uno che comprende perfettamente l’importanza sociale del suo lavoro. Ne parliamo col presidente dei farmacisti vicentini Florindo Cracco. «Credo ormai non sia più una novità il fatto che la farmacia territoriale nella nostra provincia è entrata in crisi così come in tutta Europa», racconta il presidente, «chiusure e fallimenti nel corso del 2012 si sono registrati in Olanda, Francia, Belgio, Irlanda e Portogallo; in Germania hanno chiuso i battenti 480 farmacie in 12 mesi, per non parlare della Grecia. Nella nostra provincia, nonostante che da noi a differenza di altre le Asl affrontino i loro impegni con regolarità, le farmacie in affanno le troviamo inaspettatamente anche a Vicenza città, più che nei centri minori della provincia. Le farmacie rurali poi (quelle piccolissime per intenderci) sono le più a rischio perché partono da situazioni difficili già negli anni pre-crisi e sono ubicate in paesi sottoposti a progressivo abbandono, dove stanno chiudendo anche gli ultimi esercizi rimasti e perfino l’ufficio postale, dove non c’è un medico. Sono l’unico avamposto sanitario rimasto, sempre disponibile, anche con i turni di notte. Scarsa redditività del settore mutualistico, che per molte farmacie rappresenta la quota preponderante di fatturato. Continui e vistosi cali dei prezzi dei farmaci di fascia A (quelli mutuabili) dovuti all’introduzione dei farmaci equivalenti e la maggiore attenzione prescrittiva dei medici hanno portato a una contrazione notevole dei fatturati, pur a fronte di un aumento costante e rilevante del numero di ricette evase». «Mi auguro che si arrivi», termina il presidente, «al rinnovo della Convenzione con il SSN, scaduta da oltre 10 anni e il farmacista venga remunerato ad atto professionale; che i farmaci innovativi attualmente distribuiti dalle Asl vengano consegnati nelle farmacie, dove il cittadino può recarsi con minori spostamenti e a qualsiasi ora; che si diano delle certezze al sistema; che si taglino seriamente assurde burocrazie che non giovano a nessuno; che si dia al farmacista la possibilità di ampliare il proprio ruolo, coadiuvando il medico di medicina generale per tutta una serie di servizi che può espletare a vantaggio del cittadino e del contenimento dei costi sanitari». Valerio Bassotto © riproduzione riservata

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Il gazzettino vicenza

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