«L’emergenza Covid ha reso la farmacia non solo il luogo elettivo e sempre accessibile per garantire l’assistenza farmaceutica, ma tanto di più. Un presidio polifunzionale della sanità territoriale dove sono erogati servizi professionali di alto valore cognitivo che si sono rivelati fondamentali anche per una efficace azione di contrasto alla diffusione del virus: profilassi vaccinale e test diagnostici hanno consentito al SSN di affrontare la sfida di un nemico sconosciuto, invisibile e violento. Non solo. Il solido rapporto fiduciario che lega il farmacista alle persone ha agevolato il trasferimento di consigli, informazioni e orientamento alle cure, basato su solide competenze e una storica vocazione al servizio. Un ruolo apprezzato dalla popolazione e riconosciuto dalle Istituzioni. La farmacia, dunque, è sempre più un avamposto della sanità che accanto alla dispensazione assistita al paziente aggiunge una forte connotazione di capacità relazionale che il cittadino apprezza per il valore della “prossimità”. Questa, secondo il Sen. Luigi d’Ambrosio Lettieri, presidente della Fondazione Francesco Cannavò e vicepresidente della Federazione ordini farmacisti italiani (Fofi), è la base da cui riparte la farmacia dopo i drammatici eventi della pandemia. In una video-intervista pubblicata su FarmaciaVirtuale.it, D’Ambrosio Lettieri ricorda che «la farmacia si è trovata, e si trova ancora, in una condizione di difficoltà complessiva, anche sotto il profilo della sua sostenibilità economica. Tuttavia, e non lo dico per una visione ottimistica ma per una valutazione realistica, la farmacia nei suoi otto secoli di storia è morta molte volte, rinascendo sempre migliore di come era prima, come sta avvenendo anche ora».

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Farmacista, professionista di rilevanza strategica per la sanità

D’Ambrosio Lettieri osserva i cambiamenti avvenuti in questi anni nella farmacia, evidenziando che come «attualmente ci troviamo in una situazione di transizione che ci ha già portato in una nuova dimensione, dove il tradizionale ruolo della farmacia, come luogo della sanità destinato alla dispensazione dei medicinali, si integra con funzioni straordinariamente importanti. Viene così rilanciato il ruolo del farmacista, che acquista rilevanza strategica nell’ambito delle politiche sanitarie e, in una rinnovata sinergia interprofessionale con medico di base, pediatra di libera scelta, specialista, infermiere concorre a garantire la continuità assistenziale ospedale-territorio. È in corso un importante processo di evoluzione della professione e del ruolo della farmacia che, non senza difficoltà, si sintonizzano con un contesto di riferimento in continua trasformazione per garantire al cittadino prestazioni sanitarie efficaci, appropriate, etiche ed economiche. L’attività svolta in questi untimi anni ha messo in luce potenzialità inespresse che oggi sono riconosciute anche a livello istituzionale, come dimostrano gli ultimi provvedimenti legislativi».

I provvedimenti legislativi dal 2009 in avanti

Passando in rassegna alcuni dei più importanti provvedimenti legislativi dal 2009 in avanti, d’Ambrosio Lettieri evidenzia come l’insieme delle nuove norme di settore rappresentino una vera svolta epocale per la professione e per la farmacia. «La Legge 69 sulla Farmacia dei servizi ha inaugurato nel 2009 una nuova stagione per il settore, che ha introdotto servizi sanitari di alto valore cognitivo. Con il Piano nazionale della cronicità del 2016, il farmacista acquista un ruolo rilevante nella prevenzione primaria e secondaria, nell’educazione dei cittadini di concerto con i medici di medicina generale e i pediatri di libera scelta. Il Decreto Sostegni, poi, ha introdotto nuove funzioni e nuove remunerazioni. Questi e i successivi provvedimenti che autorizzano il farmacista a eseguire test diagnostici attraverso il prelievo del sangue capillare e a inoculare alcuni vaccini, rappresentano importanti condizioni per un effettivo miglioramento della sanità territoriale, come previsti dal cd. Decreto 71. In questo “rinascimento della Professione” assume una valenza fondamentale il patrimonio delle competenze che deve essere costantemente adeguato alle sfide dei tempi e ai rischi della obsolescenza. Ecco perché la Fofi e la Fondazione Cannavò, spesso d’intesa con l’Istituto Superiore di Sanità, promuovono una offerta formativa di indubbia qualità e inerente gli ambiti di maggiore rilevanza per la professione».

Il video dell’intervista integrale

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