farmaciaOrmai la croce verde che indica la farmacia la puoi vedere accesa, lampeggiante o ammiccante in vari modi a tutte le ore: e non solo perché si tratta del presidio di turno nelle ore notturne o durante i festivi.

Cresce costantemente , infatti, il numero delle farmacie che, per la liberalizzazione degli orari e anche per offrire un servizio che garantisca, almeno in teoria, maggiori introiti, ha scelto l’apertura continuata. «Limiti massimi non ce ne sono, c’è invece l’obbligo di 40 ore minime settimanali chiarisce Giuseppe Castello, presidente di Federfarma Genova – poi, chi vuole può tenere aperto anche in maniera continuata o fino a tarda sera durante i feriali, il sabato pomeriggio o durante i festivi. Non si può però farlo da furbetti: con una circolare abbiamo chiarito che chi apre la domenica deve farlo per le regolari otto ore.

Non mancavano infatti quelli che, magari con la farmacia vicino ad una chiesa, pensavano di aprire un paio d’ore la domenica mattina
all’ora d’uscita della messa…e allora non ci siamo».

Insomma, deregulation totale degli orari: a questo punto ha senso mantenere i turni di apertura nei festivi?

Castello non ha dubbi: sì. «La farmacia, al di là dell’attività commerciale, è un presidio sanitario, e svolge quindi una funzione sociale – spiega – Il giorno di Pasqua, per fare un esempio, era di turno la mia farmacia: ci siamo rimasti io e mia moglie, perché nei festivi in genere restano solo i titolari, ma di fatto è stato un bagno di sangue, per quanto riguarda il lavoro.

Ma fosse anche una sola persona che deve trovare una risposta ad un’emergenza, nel suo quartiere o in una zona comunque raggiungibile dalla sua abitazione, è giusto che sappia dove rivolgersi, e quindi è corretto mantenere i turni di apertura. Se poi c’è chi vuole restare aperto anche la domenica o la sera, ripeto, ha la piena possibilità di farlo». I turni riportati sui calendari che solitamente le farmacie stesse regalano nel periodo natalizio e che vengono pubblicati sui quotidiani e sui siti internet in base alle indicazioni che vengano dall’associazione dei farmacisti, sono quindi sempre validi.

Indubbiamente, chi poi incontra sul suo percorso domenicale o quotidiano una farmacia aperta con gli orari tipici dei drugstore americani (nei quali, peraltro, si vendono anche le medicine, almeno per quanto riguarda i prodotti di automedicazione), deciderà di fare i suoi acquisti dove vorrà.

Anche perché ormai, proprio per le liberalizzazioni, la politica degli sconti e delle offerte speciali, particolamente sui prodotti di igiene personale o della parafarmacia, sta rendendo le farmacie concorrenziali anche coni supermercati. Il “tre per due” vale anche per il dentifricio medicato o i pannolini per bambini. E’ chiaro che l’attività del farmacista che prepara i galenici nel suo laboratorio è ormai diventata marginale.

La Repubblica – Genova – 04-04-2013

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