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Farmacia online sanzionata per pratiche commerciali scorrette

L’Agcm ha imposto una sanzione complessiva di 1,1 milioni di euro a una farmacia online per informazioni ingannevoli sui tempi di consegna e problematiche nel servizio post-vendita.


L’Autorità garante della concorrenza e del mercato (Agcm) ha adottato un provvedimento sanzionatorio nei confronti di una farmacia titolare di una piattaforma e-commerce. Le contestazioni riguardano due distinte pratiche commerciali scorrette: la diffusione di informazioni ingannevoli sui tempi di consegna dei prodotti e la gestione inadeguata del servizio post-vendita, inclusa la mancata restituzione dei rimborsi in denaro.

Le condotte contestate

La prima pratica contestata riguarda la fase promozionale, in cui la farmacia online avrebbe pubblicato sul proprio sito informazioni fuorvianti sui tempi di spedizione e consegna dei prodotti farmaceutici e parafarmaceutici. Il sito indicava tempistiche di 2-5 giorni lavorativi o 12-96 ore, senza chiarire che si trattava di stime indicative e non vincolanti. In realtà, i termini effettivi potevano estendersi fino a 30 giorni, come specificato solo nelle condizioni generali di vendita, meno accessibili ai consumatori. La seconda pratica concerne la fase post-vendita, caratterizzata da un servizio di assistenza clienti carente o assente. Numerosi consumatori hanno segnalato difficoltà nel contattare l’azienda per risolvere problemi legati a consegne mancate, ritardate o errate. Inoltre, fino a luglio 2024, La farmacia online in questione avrebbe rimborsato i clienti attraverso coupon spendibili solo su acquisti futuri, anziché restituire gli importi in denaro, limitando di fatto la libertà di scelta degli acquirenti.

Le sanzioni e le misure correttive

L’Agcm ha irrogato una sanzione complessiva di 1,1 milioni di euro, suddivisa in 200mila euro per la pratica ingannevole sui tempi di consegna e 900mila euro per le carenze nel servizio post-vendita. Nel corso del procedimento, la farmacia online in oggetto ha adottato alcune misure correttive, tra cui l’aggiornamento delle informazioni sul sito e l’eliminazione del rimborso tramite coupon. Tuttavia, tali interventi non sono stati ritenuti sufficienti a cancellare le violazioni accertate.

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