farmaci-svizzeraGli svizzeri pagano alcuni farmaci il doppio rispetto agli europei. Secondo uno studio congiunto condotto dagli assicuratori e dai rappresentanti dell’industria farmaceutica i medicinali sono più costosi in Svizzera che all’estero. Le differenze di prezzo maggiori riguardano i generici: 50% in più rispetto ad altri paesi dell’Europa. La differenza di prezzo tra farmaci brevettati venduti in Svizzera e la media calcolata in altri sei paesi considertai per la comparazione, è pari al 12%, leggermente in calo rispetto all’anno precedente(17%).

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Questo è il risultato della speculazione e secondo Thomas Cueni, segretario generale di Interpharma non può costituire un criterio per il confronto. Piuttosto,  i tassi di cambio e il potere d’acqusito, giustificherebbero in modo verosimile tale scenario. Della stessa opinione anche Peter Huber, direttore di Intergenerika, il quale imputa le evidenti differenze di costo dei farmaci generici al generale innalzamento dei prezzi al consumo in Svizzera, il cui livello è salito del 44% rispetto alla media degli altri sei paesi. Egli evidenzia anche la migliore qualità del servizio di assistenza, così come il costante calo dei prezzi dei medicinali registrato negli ultimi dieci anni. L’industria farmaceutica mette in guardia nei confronti di un modello che tende a focalizzare la propria attenzione sui prezzi applicati all’estero, attribuendovi eccessiva rilevanza. Il rischio è quello di ostacolare l’innovazione, danneggiando  gli interessi dei pazienti.

Christoph Meier, direttore di Santésuisse – assicuratori malattia – richiama invece l’attenzione sul contributo effettivo del ribasso generale dei prezzi generici. Anche se il divario con il loro prezzo all’estero è importante, sono ancora molto più convenienti rispetto ai prodotti brevettati. Sembra inoltre esservi un ampio margine di miglioramento e un forte potenziale in termini di risparmio. La questione deve essere discussa e affrontata. “Ci vogliono soluzioni solide. Tuttavia i ricorsi presentati impediscono di farlo rapidamente”.

In altri termini l’industria farmaceutica chiede che si trovi “rapidamente una soluzione politica che sfoci in un nuovo sistema di fissazione dei prezzi” e, contestando la diminuzione di prezzo stabilita dal Consiglio federale, afferma l’attribuzione di una tale responsabilità al Parlamento, al dovrebbe pertanto spettare l’assunzione di decisioni e norme sulla materia. Secondo gli assicuratori, il confronto con altri paesi è necessario, perché compenserebbe la mancanza di concorrenza. Sia i rappresentanti dell’industria farmaceutica che Santésuisse sono d’accordo sulla importanza di raggiungere un compromesso soddisfacente per tutte le parti, che potrebbe tradursi in un modello basato in modo  paritario sul potere d’acquisto e sul confronto con gli altri paesi.

Lo studio appena presentato è il quarto del suo genere condotto congiuntamente da tali organismi. Per i prodotti di proprietà si è creato un paniere standard con 155 farmaci sulla base dei 250 articoli più venduti e che generano il maggior fatturato. I sei paesi inseriti nello studio come campioni per il confronto sono Germania, Austria, Danimarca, Francia, Gran Bretagna e Paesi Bassi.

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