
Il mercato dei farmaci senza obbligo di prescrizione ha confermato nel 2025 un trend di stabilizzazione post-pandemica, mantenendosi su livelli di vendita superiori a quelli registrati prima del Covid-19. Secondo le elaborazioni dell’Associazione nazionale farmaci di automedicazione (Assosalute) parte di Federchimica, su dati New Line, sono state dispensate 292 milioni di confezioni, con una diminuzione dell’1,5% rispetto all’anno precedente. Il fatturato complessivo del comparto ha invece segnato un incremento del 2,8%, raggiungendo i 3,2 miliardi di euro. Il quadro a conferma della situazione epidemiologica normalizzata, in cui il virus Sars-Cov-2, ormai endemico, porta all’incidenza delle sindromi respiratorie insieme ad altri agenti patogeni.
[Non perdere le novità di settore: iscriviti alla newsletter di FarmaciaVirtuale.it. Apri questo link]
Oscillazioni determinate dalla circolazione virale
L’andamento del mercato è risultato fortemente condizionato dalla stagionalità e dall’incidenza delle patologie respiratorie. L’analisi dei dati ha evidenziato come il picco influenzale del 2025 si sia verificato nella 51esima settimana dell’anno, in anticipo rispetto alla stagione precedente, con un’incidenza cresciuta e calata più rapidamente. La dinamica ha portato al maggiore ricorso ai farmaci da banco nelle fasi iniziale e finale dell’anno, ma un calo durante i mesi centrali. La categoria dei farmaci per l’apparato respiratorio, prima classe terapeutica per volumi e valore, ha risentito in modo particolare dell’andamento, registrando contrazioni a doppia cifra nel periodo estivo.
Categorie di prodotto e canali di distribuzione
L’analisi distingue andamenti differenti tra le due principali categorie di farmaci senza obbligo di prescrizione. I medicinali Sop hanno chiuso il 2025 con performance migliori rispetto agli Otc, mostrando una sostanziale stabilità nei volumi e una crescita più marcata del fatturato. Per quanto riguarda i canali di vendita, la farmacia fisica mantiene una posizione dominante, seppur in lieve calo nei volumi. Parafarmacie e corner nella Gdo hanno registrato contrazioni più significative. Il canale e-commerce, pur essendo ancora una quota residuale del mercato, ha superato la Gdo in termini di volumi e fatturato, confermando una crescita e a doppia cifra. I dati complessivi delineano quindi un mercato maturo, stabilizzato su standard post-pandemici, ma soggetto a oscillazioni stagionali e in trasformazione per quanto concerne le modalità di acquisto da parte dei consumatori.
Differenze tra andamenti di breve e lungo periodo
Michele Albero, presidente di Federchimica Assosalute, ha spiegato che «il 2025 conferma, ancora una volta, come l’andamento di breve periodo del comparto dei farmaci da banco sia strettamente legato a fattori esterni, quali la stagionalità e la maggiore o minore incidenza di disturbi comuni oltre che alla capacità delle aziende di continuare a innovare la gamma di offerta presente sul mercato per rispondere ai bisogni dei cittadini. Certamente, su lungo periodo il settore soffre della mancanza di un allargamento dell’offerta in linea con alcuni dei principali Paesi europei: dal 2010, i volumi fanno osservare una erosione media annua del -1,7% mentre i fatturati mostrano un aumento medio annuale modesto e pari al +1,6%. Siamo convinti che la valorizzazione del settore, come pilastro fondamentale per la salute pubblica, passi anche attraverso un’alfabetizzazione sanitaria e un uso corretto dei medicinali da banco. Per questo continueremo a promuoverne un utilizzo responsabile che deve essere accompagnato da un’informazione corretta e dal ruolo di consiglio di farmacisti e medici di famiglia».
Non perdere gli aggiornamenti sul mondo della farmacia
Riceverai le novità sui principali fatti di attualità.
Puoi annullare l'iscrizione con un click. Non condivideremo mai il tuo indirizzo email con terzi.



