farmaci senza bolliniÈ arrivato presto il secondo round tra un membro del Senato della Repubblica e l’Istituto poligrafico e Zecca dello Stato. Risale allo scorso 31 marzo l’interrogazione attraverso la quale il parlamentare di Forza Italia Paolo Russo chiedeva al Ministero dell’economia e delle finanze chiarimenti e provvedimenti in merito alla decisione dell’Istituto di “internalizzare” completamente il servizio di fabbricazione dei bollini ottici farmaceutici.
Si è presentata quindi l’occasione per ritornare sull’argomento. A farlo, nel corso della 425esima seduta pubblica pomeridiana del Senato, tenutasi l’8 aprile, è stato il Presidente della Federazione degli Ordini dei Farmacisti Italiani, Sen. Andrea Mandelli.
Il membro del gruppo FI–PdL ha richiamato la questione già avanzata dall’onorevole Russo: “da notizie di stampa si è appreso che, alla fine del 2014, l’Istituto poligrafico e Zecca dello Stato ha deciso di trasferire all’interno dei propri stabilimenti la produzione di tutti i bollini da apporre sulle confezioni di medicinali prima della loro immissione in commercio, non rivolgendosi più a fornitori esterni ed acquistando le nuove macchine da stampa per le maggiori necessità produttive”. Questo il punto di partenza. A destare preoccupazione, come riportato ancora nel corpo dell’interrogazione, sarebbe il presunto “considerevole ritardo” che avrebbe lasciato circa 70 milioni di confezioni di farmaci “in attesa di bollinatura”. A tutto questo si aggiungerebbero problemi di natura tecnica. Pare infatti che “le ultime bobine pervenute allo stabilimento di Foggia dell’Istituto poligrafico risultano difettose e sarà, dunque, impossibile utilizzarle per procedere alla stampa dei bollini da apporre sulle confezioni”.
Alla luce di queste considerazioni, l’appello del senatore è stato rivolto non solo al Ministero dell’Economia e delle Finanze, ma anche ai Ministri della Salute. Attraverso il testo “si chiede di sapere quali iniziative urgenti di propria competenza i Ministri in indirizzo intendano porre in essere per ripristinare una situazione di regolarità nella fornitura dei bollini per i medicinali ed evitare pericolosi stati di carenza di farmaci, anche salvavita, all’interno del territorio nazionale”.
Nel frattempo, da un lato diverse aziende farmaceutiche hanno segnalato problemi sulla fornitura dei bollini, con tutte le immaginabili conseguenze in termini di reperibilità dei medicinali. Dall’altro, però, l’Istituto poligrafico dello Stato si è impegnato pubblicamente a risolvere tali difficoltà nella prima metà di aprile, almeno per i medicinali di particolare urgenza.

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