farmaciInternet può essere utilizzato, e rivelarsi anche più efficace dei sistemi attuali, per individuare gli effetti collaterali dei farmaci. Le ricerche sulla rete, assicurano gli esperti della Microsoft Research, potrebbero essere il punto di partenza per sviluppare un nuovo tipo di sistema di allarme rapido che aumenti la sicurezza dei medicinali.

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Farmaci e web, lo studio

Lo indica uno studio pubblicato online sul ‘Journal of American Medical Informatics Association’. Gli autori basano le loro conclusioni su un’analisi delle ricerche anonime di milioni di utenti del web negli Stati Uniti, che hanno accettato di installare un componente aggiuntivo al loro browser per condividere le ‘query’ effettuate in rete per tutto il 2010.

I ricercatori hanno sviluppato strumenti automatizzati per analizzare quelle di chi cercava informazioni sull’antidepressivo paroxetina e sulla pravastatina, utilizzando i motori di ricerca Google, Bing e Yahoo. Nel 2010, non era ancora di dominio pubblico che l’assunzione di entrambi questi prodotti può in alcuni casi portare all’aumento degli zuccheri nel sangue (iperglicemia). Per l’indagine, gli autori hanno esaminato se le persone che avevano cercato online uno dei due farmaci o entrambi, avessero poi cercato anche termini associati con la glicemia alta.

Si è scoperto che durante il periodo di studio, le persone che hanno consultato il web su entrambi i farmaci hanno avuto quasi il doppio delle probabilità di ricercare poi parole legate con l’iperglicemia: lo ha fatto uno su 10 di quelli che hanno cercato informazioni su tutti e due i prodotti rispetto a circa uno su 20 di quelli che hanno cercato informazioni su un solo medicinale.

Queste differenze nei modelli di ricerca sono apparse evidenti in tutto il periodo dello studio, pur non essendo stati influenzati da informazioni pubbliche: la scoperta del possibile effetto collaterale è avvenuta solo nel 2011.

via AKS

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