farmaci non utilizzatiLa regione Veneto ha disposto l’attuazione della legge 23/2011 che promuove e regolamenta il riutilizzo dei farmaci non utilizzati e integri.
Nella fattispecie si tratta di un provvedimento promosso dal presidente della regione Luca Zaia alla luce della situazione sociale e del rapporto sulla salute regionale.
I dati, che rispecchiano quelli nazionali, evidenziano un allungamento della vita media che, per le uomini e donne è rispettivamente di 79 e 84 anni con un calo sensibile delle nascite. L’allungamento della vita media quindi determina una spesa sanitaria pubblica farmaceutica che pesa sul bilancio della regione, sopratutto per l’aumento delle malattie, in particolare tumorali, legate all’invecchiamento.
In questa ottica è stato deciso con largo consenso della giunta regionale di provvedere a disporre il recupero di medicinali non utilizzati in base a criteri e modalità che tutelano la salute dei cittadini.
I farmaci infatti che saranno riutilizzati dovranno avere una confezione integra, non scaduti e conservati secondo le indicazioni riportate nel foglietto illustrativo.
Tali farmaci potranno provenire dalle famiglie che li conservano nell’armadietto, da quelle che sono state soggette all’assistenza domiciliare per la malattia di un congiunto, da case di cura o di riposo o da altri enti pubblici e da associazioni di volontariato.
Le stesse confezioni di farmaci potranno essere restituite presso le Ulss locali e nella farmacie sparse sul territorio regionale.
L’obiettivo è quello di evitare che centinaia di migliaia di confezioni con farmaci integri vengano buttate, con uno spreco considerevole di spesa. Spesso infatti accade che nelle case di riposo o nelle strutture sanitarie intervenga il cambiamento di una terapia e il decesso del paziente, e i farmaci rimangano inutilizzati, mentre potrebbero essere impiegati per altri pazienti.
Il riutilizzo dei farmaci potrà essere attivato dopo attenti controlli da parte della aziende Ulss locali, che sono state indicate come soggetti preposti all’attività di vigilanza sul recupero e la restituzione degli stessi.
Dopo che le Ulss avranno preso in carico i farmaci, effettueranno delle verifiche e registreranno le confezioni disponendo la custodia.
Tutto il procedimento sarà sottoposto a monitoraggio e calcolo della spesa recuperata, nell’ottica di una spending-review condivisa anche a livello nazionale e ogni anno verrà fatto un controllo ulteriore secondo criteri di farmacovigilanza.
La redistribuzione e il riutilizzo dei farmaci può anche essere fatto presso le stesse strutture sanitarie che le avevano donate.
I farmaci quindi saranno rimessi a disposizione della popolazione tramite le farmacie ospedaliere, quelle sul territorio nonché tramite organizzazioni assistenziali.
E’ evidentemente un procedimento virtuoso attuato dalla regione Veneto che apre la strada a una scelta mai attuata prima in Italia e che permetterà un risparmio sulla spesa per la salute sociale calcolato approssimativamente in 50 milioni di euro in 3 anni. Tale risparmio è pari al 15% della spesa sanitaria totale della regione Veneto.
E’ anche un percorso di solidarietà sociale che vede maggiori garanzie per i cittadini che possono usufruire di un tale provvedimento innovativo.
Il contenimento della spesa in ambito sanitario riguarda anche quello per lo smaltimento degli stessi farmaci, che come è noto, sono soggetti a trattamenti specifici molto costosi in strutture con forni particolari e altri macchinari per il riciclo dei materiali come vetro, carta e plastica.
L’attuazione della legge regionale verrà promossa con una campagna informativa dettagliata con tutte le informazioni utili ai cittadini e con le procedure da seguire.

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