farmaci-equivalenti-assogenericiAssogenerici, organo ufficiale di rappresentanza dell’industria dei farmaci generici equivalenti e biosimilari in Italia, ha pubblicato i dati relativi al consumo di farmaci equivalenti e biosimilari riferiti ai primi 9 mesi del 2018. In particolare, riferisce l’Associazione, «da gennaio a settembre i farmaci equivalenti hanno assorbito il 22% dei consumi in farmacia, mentre i biosimilari hanno conquistato il 14% del mercato di riferimento».

Con riferimento ai consumi dei farmaci in classe A, erogati nel canale farmacia, Assogenerici ha rilevato che sebbene i consumi abbiano registrato una flessione del -1%, nel periodo gennaio-settembre 2018, ed una conseguente contrazione della spesa netta rimborsata del -4%, il segmento relativo ai farmaci a brevetto scaduto ha registrato un’impennata pari al +3,4%, rispetto al periodo gennaio-settembre 2017, arrivando al 29,6% di confezioni erogate con un’incidenza del 22,4% sul totale della spesa di classe A, con un incremento del +8,5%.

Analizzando i consumi per area geografica, la penetrazione dei farmaci equivalenti è maggiore soprattutto al Nord (36,7% a unità; 27,5% a valori), mentre, secondo Assogenerici, restano distanziati il Centro (27,1%; 20,7%) e il Sud Italia (21,8%; 16,5%). Le regioni con la percentuale maggiore di consumi di equivalenti restano «la Provincia Autonoma di Trento, con il 42,7 sul totale delle unità dispensate SSN nel periodo gennaio-settembre», seguito dalla Lombardia  (38,9%), Emilia Romagna (36,6%), Friuli Venezia Giulia (36,3%) e Valle d’Aosta (35,3%). Il sud e isole registrano una penetrazione inferiore, con Calabria (19,8%), Basilicata (20,1%), Campania e Sicilia (21,3% a pari merito).

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