Ancora grane sui farmaci da banco e la gestione dei prezzi di Carrefour, società francese operante nella grande distribuzione organizzata a livello internazionale, che probabilmente di legislazione farmaceutica italiana e di trasparenza ha poco a che fare.

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Soprattutto nel caso in cui sono i consumatori al centro dell’attenzione.

Nel febbraio 2012 avevamo trattato la problematica della trasparenza relativa alle politiche di prezzo di SOP e OTC, i farmaci da banco, osservando le dinamiche comunicative a seguito del Decreto Bersani nella grande distribuzione organizzata.

Nell’articolo raggiungibile a questo link, notavamo come, a seguito della scomparsa dei prezzi al pubblico di riferimento per i farmaci da banco, numerose aziende, comprese le farmacie, per attrarre clienti, effettuavano il taglio del prezzo a partire da un prezzo inventato, confondendo chiaramente il cliente e dando idea di maggior risparmio.

Farmaci da banco e prezzi civetta

A distanza di circa un anno, un lettore ci fa notare che Carrefour continua nella politica di prezzi civetta su farmaci da banco.

Pubblichiamo a tal proposito l’immagine della campagna di novembre 2012 di Carrefour sui farmaci da banco in promozione.

La politica della COOP

Il comportamento poco politically correct di Carrefour si muove in direzione opposta a quello della COOP, che nel rapporto “La distribuzione dei farmaci in Italia: difesa della salute o difesa delle rendite?” datato novembre 2011, evidenzia la condotta ideale nel trattare i prezzi di SOP e OTC all’interno delle proprie strutture di vendita:

Anche per quanto riguarda il pricing, le regole da applicare sono definite a livello centrale ed, a parità di referenza merceologica, i prezzi e le loro variazioni sono identici in tutti i corner COOP. A livello centrale vengono escluse, anche per i farmaci per i quali sarebbero ammesse dalla normativa vigente, forme di promozione assai diffuse in altri comparti “grocery”, quali, ad esempio, la promozione attraverso volantini distribuiti nell’area di gravitazione del punto di vendita. I prezzi sono sempre espressi come prezzi netti, anziché evidenziando percentuali di sconto rispetto a prezzi di riferimento di prodotti omologhi, coerentemente con la già ricordata evoluzione delle normative che ha eliminato i prezzi di riferimento.

Bene COOP, male Carrefour

Sebbene la problematica sia di marginale importanza rispetto alle problematiche attuali della farmacia italiana, è giusto che queste anomalie vengano evidenziate. Probabilmente i vari studi di settore relativi alla convenienza dei farmaci da banco nella GDO, non tengono conto di questa pratica e quindi viene falsato il livello di sconto riportato nei sondaggi. Falsato in favore della GDO.

Una domanda sorge spontanea: che i francesi di Carrefour debbano andare a ripetizione di legislazione farmaceutica italiana?

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