farmaci-contingentati-interpella-cancian-pdl-imgUna presa di posizione della Commissione europea contro il contingentamento dei farmaci, messo in atto da certe multinazionali farmaceutiche per impedire l’esportazione parallela. A richiederla sono il collega Elvy Zappetti e un’interrogazione dell’eurodeputato del Pdl Antonio Cancian, che raccolgono le sollecitazioni di numerosi farmacisti.

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«Le farmacie – spiega Cancian nell’interrogazione – sono obbligate a ordinare direttamente alle aziende produttrici modiche quantità di prodotto, con grave detrimento per i pazienti che spesso, a causa di queste restrizioni, sono costretti ad aspettare diversi giorni, se non settimane, prima di poter acquistare il medicinale». I ritardi nella somministrazione possono dar luogo talvolta a ricoveri del paziente o all’interruzione della terapia; una situazione per cui Cancian invita la Commissione a valutare se non vi sia sfruttamento di posizione dominante, in violazione dell’articolo 102 del Trattato sul Funzionamento dell’Unione europea, e una violazione anche della Carta dei diritti fondamentali dell’Ue, che all’articolo 35 stabilisce il diritto alla prevenzione sanitaria e di ottenere cure mediche.

Le stesse sollecitazioni fatte anche da Elvy Zappetti della Farmacia Zappetti di Cassacco, in provincia di Udine. Zappetti il 14 giugno ha scritto alla Direzione generale della concorrenza della Commissione europea per segnalare come le pratiche di alcune aziende farmaceutiche di imporre su alcuni prodotti un contingentamento per impedire le esportazioni parallele dall’Italia verso Paesi con prezzi più alti possano violare il Trattato europeo e la Carta dei diritti fondamentali. Secondo la Direzione antitrust, sembrerebbe invece improbabile che questo contingentamento possa essere considerato una violazione dell’articolo 102. Facendo riferimento anche a una sentenza della Corte europea del 2008 che riguardava il contenzioso tra multinazionali ed esportatori paralleli greci, la Direzione afferma che «il contingentamento è ritenuto legittimo in situazioni di posizione dominante per proteggere i legittimi interessi commerciali dei produttori quando gli ordini sono insoliti, come valutato per ogni caso tenendo conto delle esigenze dei pazienti locali e dei rapporti commerciali anteriori tra questi produttori e i loro clienti». Per Zappetti, però, ora si tratterebbe invece di «un problema diverso che riguarda il rapporto tra le farmacie e le multinazionali e i pazienti». Riguardando inoltre una situazione specifica nostrana, la Direzione rinvia, nel caso si ravvedesse un problema di concorrenza, a rivolgersi all’Autorità italiana garante della concorrenza e del mercato.

Quella di Zappetti, in base ai requisiti previsti dal regolamento numero 773 del 2004 della Commissione europea, non può essere considerata una denuncia formale ma una cosiddetta “informazione di mercato”, che spesso non è sufficiente per dare luogo a un’indagine, per quanto non è escluso che la Commissione, ricevendo informazioni da più fonti, possa decidere di avviare un’indagine in una fase successiva. Ecco allora l’appello del collega perché sia i farmacisti che i clienti rimasti senza medicinali inviino segnalazioni per sollecitare l’apertura di un’inchiesta. Zappetti, per agevolare l’operazione, ha anche predisposto un facsimile di segnalazione solo da compilare e inviare alla Commissione all’indirizzo mail: comp-market-information@ec.europa.eu. Potrebbe inoltre essere utile, suggerisce, inviarlo anche alle associazioni europee dei consumatori alla mail del Bureau Européen des Unions des Consommateurs, consumers@beuc.org, nonché, compilare l’apposito modulo sul sito dell’Autorità garante della concorrenza e del mercato, all’indirizzo www.agcm.it/invia-segnalazione-online.html. «L’operazione non costa nulla – si appella Zappetti ai colleghi –; è importante diffondere ovunque il facsimile, via Facebook, Internet, mail, ma soprattutto facendolo compilare ai clienti danneggiati dal problema e inviandolo».

Scarica il testo dell’interrogazione farmaci contingentati

Scarica il modulo da inviare alla Commissione (a cura del collega Elvy Zappetti)

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