fakeshareEntra nel vivo Fakeshare – sharing intelligence and science about fake medicines and illegal websites, il progetto europeo di intelligence informatica ideato dall’Aifa per contrastare il commercio illegale di farmaci su Internet. L’Agenzia italiana del farmaco ha aperto una selezione pubblica per un profilo di webmaster (scadenza il 4 novembre, tutte le informazioni cliccando qui), che si occuperà di sviluppare l’infrastruttura informatica del sito FakeShare.eu, cuore del progetto.

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L’Aifa è ideatrice e capofila del piano, che ha durata biennale ed è stato avviato ufficialmente quest’estate, a luglio, sulla scorta di Fakecare, iniziativa di contrasto alla contraffazione farmaceutica presentata l’anno scorso. Tra gli obiettivi finali di Fakeshare rientra in particolare la predisposizione di un sistema web condiviso tra le amministrazioni di diversi Stati membri dell’Ue, dato che la Commissione europea contribuisce con un finanziamento di oltre 350 mila euro nell’ambito del programma “Prevention of and fight against crime”.

Fakeshare, un progetto su scala globale

La piattaforma Fakeshare online che verrà realizzata è finalizzata a gestire i dati relativi a farmacie web illegali, purtroppo sempre più numerose, che spesso per sfuggire ai controlli operano da server dislocati fuori dall’Unione europea, dispensando farmaci senza l’assistenza di farmacisti e senza la necessaria prescrizione. «Un fenomeno che va affrontato a livello globale», come ricordava il direttore generale dell’Aifa, Luca Pani, in occasione del lancio di Fakeshare, che si profila come «un innovativo modello di collaborazione e di scambio di informazioni a livello internazionale».

L’intento è infatti di coordinare e ottimizzare, attraverso i sistemi di information technology, le iniziative di contrasto portate avanti dai singoli Paesi, arrivando a una gestione condivisa degli interventi di monitoraggio sulle farmacie web, per fare da supporto alle forze di polizia nelle attività di blocco e oscuramento dei siti illeciti. Tra i partner, pubblici e privati, coinvolti in Fakeshare ci sono infatti anche i Nas, il nucleo dei Carabinieri per la tutela della salute, e istituzioni internazionali quali l’ Anamed, l’agenzia regolatoria farmaceutica del Cile, l’ente statunitense LegitScript, l’agenzia investigativa Pharmaceutical Security Institute e l’EPFIA, European Federation of Pharmaceutical Industries and Associations, Federazione europea dei produttori di farmaci. Come beneficiari del progetto partecipano invece Aemps e Infarmed, agenzie regolatorie di Spagna e Portogallo, la Facoltà di Psicologia dell’Università La Sapienza, il gruppo di ricerca e-crime della Facoltà di Giurisprudenza dell’Università di Trento e il ministero dello Sviluppo economico.

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