fakecareIl 12 dicembre 2012, presso l’Università degli Studi di Trento, è stato presentato il progetto “Fakecare”, il cui obiettivo è prevenire e contrastare il fenomeno della contraffazione farmaceutica, in modo da garantire la giusta assunzione di farmaci.

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L’iniziativa, nata grazie a un bando europeo, l’ISEC 2011, lanciato per finanziare progetti di ricerca nel settore del crimine economico, è risultata vincente e si è aggiudicata il finanziamento di oltre 407mila euro per tre anni (2012-2015), di cui oltre 366mila euro dalla Commissione Europea.

Ma non solo: promossa dal gruppo di ricerca eCrime della Facoltà di Giurisprudenza dell’Università di Trento e realizzata in collaborazione con l’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA), gode di partner di alto livello, tra cui l’Università di Teeside (UK), il Centro Ricerche e Studi su Sicurezza e Criminalità (RiSSC), l’INTERPOL (ICPO – Medical Products Counterfeiting and Pharmaceutical Crime) e l’Istituto internazionale per la prevenzione dei medicinali contraffatti (IRACM – FR).

Lo studio avrà durata triennale e, in quest’arco di tempo, verrà costituito un prototipo che, sfruttando le potenzialità delle Tecnologie dell’Informazione e della Comunicazione (TIC), sarà in grado di identificare in modo automatico la presenza di farmacie illegali presenti sul web. Una volta individuate, verranno immediatamente segnalate alle Forze dell’Ordine, in modo che queste possano prendere le misure di prevenzione necessarie per contrastare questo vero e proprio mercato clandestino on-line.

Durante la presentazione di Fakecare sono intervenute diverse istituzioni che hanno portato un contributo fondamentale all’illustrazione di questo lavoro. Per l’AIFA, sono erano presenti il dottor Domenico Di Giorgio e il dottor Marcello Chiavoni, dell’Unità Prevenzione Contraffazione, che hanno annunciato che il prossimo passo sarà quello di lanciare un sondaggio via web a tutti i clienti di farmacie on-line europee.

Il gruppo eCrime, invece, nelle veci del suo coordinatore scientifico, Andrea Di Nicola, ha illustrato in modo più approfondito la questione, che certamente non è da prendere sottogamba, considerando le conseguenze che potrebbero esserci se si assumesse un farmaco sbagliato. Basti citare, ad esempio, i maxi sequestri di sostante ed integratori illegali, o i ricoveri e i decessi legati all’assunzione di medicinali acquistati in rete.

Maggiori info al link http://www.fakecare.com

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