essere benessereL’Unione italiana dei lavoratori del turismo, del commercio e dei servizi (UILTuCS) ha chiesto ed ottenuto un incontro con i responsabili di Essere Benessere Spa. La riunione è fissata per il 19 maggio 2015, alle ore 15, presso la sede romana di Confcommercio. L’obiettivo, spiega il sindacato, è di «definire il percorso di cessione dei punti vendita e contestualmente garantire stabilità e certezze ai lavoratori nella attuale delicata fase aziendale». Nello scorso mese di marzo, infatti, il tribunale di Milano aveva concesso alla società una proroga per il deposito della proposta concordataria e del relativo piano da parte dell’azienda. La data era stata fissata al 2 maggio, e la UILTuCS vuole a questo punto «acquisire aggiornamenti circa lo stato della procedura», in particolare per quanto riguarda l’approvazione da parte dei giudici milanesi.
In un comunicato diffuso l’11 marzo, Essere Benessere faceva sapere di aver deciso di valutare, «alla luce dell’evoluzione registrata nelle ultime settimane», offerte per l’acquisto di propri assets, «ai fini del miglior realizzo da destinare ai creditori sociali e ai fini della miglior tutela possibile dell’azienda e dei posti di lavoro». Per comprendere appieno i termini della questione, occorre però risalire allo scorso mese di dicembre, quando in un’altra comunicazione ufficiale l’azienda – che oggi impiega 180 persone direttamente, più altre 329 nelle società collegate – aveva annunciato di aver «avviato un piano di risanamento finalizzato a consolidare la propria posizione sia sotto il profilo finanziario che economico-patrimoniale, anche al fine di agevolare l’ingresso nel proprio capitale di un partner strategico». I risultati operativi raggiunti alla fine di novembre 2014, con un fatturato di 24,7 milioni di euro, non erano infatti in grado di assicurare un abbattimento dell’esposizione debitoria aziendale: 25 milioni di euro (riscadenzati) nei confronti delle banche, 15,3 milioni nei confronti dei fornitori (di cui 6,4 riscadenzati) ed un rischio potenziale di responsabilità solidale per 21,2 milioni relativi a debiti accollati da EB Holding e FD Consultants, entrambe azioniste di Essere Benessere. A fronte di tale esposizione, l’azienda dichiarava di vantare crediti commerciali per 24 milioni di euro.
Per questo, spiegava ancora il comunicato di dicembre, si era optato per la ricerca di un partner industriale il cui apporto fosse «determinante al fine di ricostituire le condizioni per dar corso alla ripresa commerciale». Veniva comunicato inoltre l’affitto temporaneo dell’azienda ad una newco (al 98% controllata dalla stessa Essere Benessere) «al fine di consentire l’avvio di una procedura di concordato preventivo» che potesse consentire «di usufruire, nel periodo necessario alla definizione del piano, di una protezione normativa» ad hoc, in grado di interrompere le iniziative già assunte nel frattempo da singoli creditori. Il piano prevedeva che «attraverso un nuovo aumento di capitale e la dismissione di alcuni assets», si creassero risorse «sufficienti ad abbattere in modo determinante l’indebitamento», ristabilendo le condizioni per un’erogazione di servizi «normale» da parte dei fornitori.
È per il deposito di tali documenti che il tribunale di Milano ha accordato una proroga: ora si attende pertanto di conoscere l’esito della procedura.

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