Opocrin Group, azienda attiva nella produzione di derivati dell’eparina, ha annunciato l’avvio degli studi clinici di Fase 3 per un’eparina priva delle consuete attività anticoagulante e antitrombotica. Tafoxiparina agisce sul processo di maturazione della cervice uterina nelle fasi iniziali del travaglio. I dati dello studio di Fase 2, finanziato da Opocrin Group, hanno mostrato che la somministrazione giornaliera domiciliare a donne gravide a termine può favorire l’insorgenza spontanea del travaglio. L’effetto si traduce in una potenziale riduzione della necessità di ricovero e di induzione farmacologica ospedaliera. Anche nei casi in cui il travaglio non inizia spontaneamente, le pazienti trattate hanno mostrato una condizione cervicale più favorevole, associata a tempi di ricovero e di induzione più brevi.

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Potenziale cambio di scenario nella gestione ostetrica

Attualmente non esistono terapie farmacologiche approvate per promuovere l’esordio naturale del travaglio nelle donne prossime al termine della gravidanza. L’eventuale conferma dei risultati preliminari anche negli studi di Fase 3 classificherebbe tafoxiparina come un’opzione terapeutica nello specifico setting clinico. Il trial di Fase 3 sarà finanziato da Exeltis, azienda farmaceutica della spagnola Insud Pharma. L’accordo si basa su un term sheet vincolante siglato con la società biotecnologica svedese Dilafor Ab, detentrice della proprietà intellettuale del farmaco. L’intesa concede a Exeltis licenza esclusiva semi-globale per lo sviluppo e la commercializzazione – escludendo Cina, Giappone, Macao e Taiwan –. Dilafor Ab, fondata nel 2003 da ricercatori del Karolinska Institutet, dell’Università di Lund, e dell’Università di Uppsala, è focalizzata sulla riduzione delle complicanze legate al parto, Opocrin Group detiene una partecipazione del 29% nel suo capitale.

«Settore che può ancora sorprendere, evolvere e creare innovazione reale»

Federico Saetti, amministratore delegato di Opocrin Group, ha commentato l’avvio del trial di Fase 3: «Abbiamo trasformato la tafoxiparina da intuizione scientifica ad opportunità concreta per la salute delle pazienti, con una prospettiva di valorizzazione che, per Opocrin Group, stimiamo possa superare complessivamente 1 miliardo di euro. Ora siamo pronti a percorrere l’ultimo miglio che ci porterà a ripensare le opzioni terapeutiche disponibili per le donne in gravidanza. Con un salto di paradigma ancora più ampio: tafoxiparina ha tutti i requisiti per essere un autentico game changer nel mondo delle eparine, dimostrando come questo ambito si presti ancora a generare nuove traiettorie scientifiche e impatti clinici rilevanti. Un settore che può ancora sorprendere, evolvere e creare innovazione reale».

Aprire nuove strade all’innovazione clinica nel settore

Mara Bianchini, presidente di Opocrin Group, ha spiegato «grazie a questo progetto, Opocrin è al fianco delle donne, promuovendo la salute femminile e aprendo nuove strade all’innovazione clinica nel settore. Oggi sempre più donne, soprattutto alla prima gravidanza, si trovano ad affrontare l’induzione farmacologica del travaglio: un’esperienza spesso carica di stress fisico ed emotivo che, a causa dei rischi associati alle gravidanze oltre termine, riguarda circa una donna su tre al termine della gravidanza, un dato peraltro in costante e significativo aumento a livello globale. Abbiamo ora il potenziale per trasformare questo scenario, offrendo un’opzione terapeutica sicura ed efficace da utilizzare a domicilio, riducendo così ospedalizzazioni non necessarie. Un passo importante per migliorare l’esperienza materna, rendere il sistema sanitario più sostenibile e, soprattutto, mettere al centro ciò che davvero conta: il benessere della donna e del suo bambino».

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